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domenica 1 novembre 2020

Decotto di foglie di ulivo

Un bel po' che non scrivevo sul blog! 

Bella sensazione tornare :-) 



Oggi finalmente mi sono decisa a raccogliere i frutti dei miei due piccoli ulivi; sono pochi ma qualche vasetto di olive in salamoia ci esce ;-)

Mentre raccoglievo le olive e ammiravo le splendide foglie quasi argentate, mi sono ricordata del decotto di foglie di ulivo, di cui ho spesso letto e sentito parlare e che non avevo ancora mai provato. 

Così ho raccolto anche un po' di foglie e mi sono fatta questo  benefico decotto depurativo ...



Infusi e decotti di foglie di ulivo sono rimedi naturali conosciuti da secoli nella tradizione popolare e le loro proprietà benefiche per il nostro organismo sono oggi confermate anche da alcuni studi scientifici.

Con il decotto dalle foglie di ulivo si estraggono i fenoli, tra cui l'oleuropeina che, grazie alle sue molecole, agisce come un antibiotico naturale e contrasta le infezioni batteriche e virali.

Le proprietà medicamentose del decotto di foglie di ulivo sono moltissime, tra le tante è un validissimo antiossidante, riduce la pressione arteriosa e tiene sotto controllo il colesterolo.

Aiuta anche il metabolismo ed è quindi utile per problemi di obesità e diabete, favorisce la circolazione sanguigna, ha proprietà vasodilatatrici e antiaritmiche e riduce il rischio di malattie cardiache.

Stimola il sistema immunitario e ha proprietà antinfiammatorie, rallenta l'insorgere di demenza senile e Alzheimer, previene l'osteoporosi ed é utile anche nel trattamento di patologie autoimmuni.

Pare anche che il decotto di foglie di ulivo sia utile per abbassare la febbre e per combattere la stanchezza, oltre ad avere proprietà diuretiche e depurative dell'organismo.

Insomma, i salutari motivi per cui bere questo decotto non mancano di certo, perciò ecco come farlo:

Sciacquare sotto l'acqua le foglie di ulivo, circa 10 gr se sono fresche, la metà se sono secche. Ovviamente devono essere biologiche.

Metterle in un pentolino insieme a 300 gr. di acqua fredda filtrata e portare a ebollizione. 

Lasciare bollire per circa 15 minuti, quindi spegnere il fuoco e lasciare intiepidire a pentola coperta.

Quindi filtrare e bere per godere pienamente dei benefici di questa splendida pianta! 

Per alcuni potrebbe risultare amaro, quindi, se si preferisce, é possibile diluirlo con acqua o aggiungere un po' di malto o sciroppo d'agave.


Buona vita a tutti <3 , nonostante i tempi difficili a livello globale...

ॐ ॐ ॐ 



sabato 29 febbraio 2020

Tempeh con curry di verdure e riso basmati


Il tempeh è un alimento fermentato, originario del sud-est asiatico, che si ottiene con la soia gialla. E' possibile fare il tempeh anche con altri legumi quali fagioli e ceci; io non ci ho ancora provato ma lo farò presto e vi dirò ;-)
Il tempeh è un alimento proteico dall'elevato valore nutritivo che, proprio grazie al processo di fermentazione, è molto digeribile.
E' un ottimo sostituto delle proteine animali e, come tutti i cibi fermentati, è molto utile per il benessere della flora intestinale.
Il processo di fermentazione viene ottenuto grazie al Rhizopus oligosporus, un fungo che trasforma i legumi, precedentemente cotti, in un compatto panetto bianco, chiamato appunto tempeh.
Il tempeh è ricco di ferro, magnesio e vitamine del gruppo B; apporta anche fitormoni utili nella prevenzione dell'osteoporosi e dei disturbi della menopausa.
Se volete cimentarvi nell'autoproduzione qui trovate come fare, altrimenti acquistatene un panetto già pronto nei negozi del biologico per provare la mia ricetta :-)

Il curry è una particolare miscela di spezie composta solitamente da pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino, zafferano e cardamomo.
Grazie all'ingrediente principale, la curcuma, il curry è antinfiammatorio e disinfettante per stomaco, fegato e intestino ed è utile anche contro artrite e reumatismi

Il riso basmati integrale, dalla forma lunga e sottile, ha un profumo ed un'aroma molto intensi ed è molto benefico per la salute.
E' detossinante e rimineralizzante, ha un indice glicemico basso ed è quindi adatto in caso di diabete e diete dimagranti; è una importante fonte di potassio ed è energizzante e facilmente digeribile. 

Ma ora passiamo alla ricetta...

Ingredienti per 4 persone:

  • 350 g. di riso basmati integrale
  • un panetto di tempeh (il mio, autoprodotto, è di circa 300 g.)
  • una latta da 400 ml di latte di cocco
  • 1 porro
  • 2 patate grandi
  • 2 carote grandi
  • qualche cimetta di broccolo
  • qualche cavoletto di Bruxelles
  • 1 peperone rosso (adoro talmente i peperoni che ogni tanto mi faccio tentare e li acquisto anche fuori stagione :P )
  • 1 peperone giallo
  • 30 ml di tamari (salsa di soia)
  • curry a piacere (per me 3 cucchiaini abbondanti)
  • olio evo q.b.


Per prima cosa riempire una pentola con 900 ml di acqua e portare ad ebollizione. Sciacquare il riso sotto l'acqua corrente e non appena l'acqua bolle versarlo nell'acqua bollente e farlo cuocere per 30 minuti a fuoco basso, fino a completo assorbimento dell'acqua di cottura.


Nel frattempo pulire, lavare e tagliare a pezzetti di medie dimensioni le verdure e farle saltare, con un po' di olio evo, in una grande pentola antiaderente per una decina di minuti. 

Quindi aggiungere il tamari e il curry e lasciare insaporire ancora per qualche minuto a pentola coperta.


Versare anche il latte di cocco


Coprire e lasciare cuocere per una decina di minuti.

Nel frattempo tagliare il tempeh a listarelle o cubetti e poi aggiungerlo alle verdure. 


Fare cuocere ancora per 7\8 minuti.
Se si dovesse asciugare troppo il liquido di cottura, potete aggiungere poco latte vegetale (riso, avena, soia).

A questo punto dovrebbe essere pronto anche il riso, quindi non vi resta che impiattare...e gustare! ;-)



domenica 18 agosto 2019

Sapone alla calendula

Era da parecchio che non mi dedicavo a fare saponi. 
Dai tempi dei mercatini (e quindi dai tempi delle superproduzioni :D ) mi era rimasta una grande scorta di saponi di ogni tipo e fragranza.
Nonostante la notevole scorta però, tra il nostro utilizzo in casa ed i regali ad amici e parenti,  i saponi stavano per finire e così, prima di restare senza, ho deciso di dedicarmi all'autoproduzione del mio sapone preferito, quello alla calendula.



Per me il sapone alla calendula è il "SAPONE" per eccellenza, delicato ed adatto a tutti i tipi di pelle!



Mentre lo facevo mi sono resa conto che non ho mai pubblicato sul blog la ricetta per questo meraviglioso sapone!



Perciò eccomi qui a rimediare :-)

Prima di tutto qualche nota sulla calendula, per chi ancora non conosce le proprietà di questo solare, coloratissimo e portentoso fiore.



La calendula ha prevalentemente proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e cicatrizzanti, quindi è largamente impiegata per contrastare le infiammazioni cutanee, per favorire la cicatrizzazione delle ferite e per curare scottature ed ustioni.

Con i fiori di calendula è possibile preparare anche un ottimo oleolito, meraviglioso per la cura di bruciature e da utilizzare come doposole. Qui le indicazioni per prepararselo da sè.

Ora, se volete lanciarvi nell'autoproduzione di questo delicatissimo prodotto per l'igiene personale, il sapone alla calendula, procuratevi innanzitutto l'attrezzatura necessaria (vedi qui)

E poi gli ingredienti necessari:

OLII
  • olio di oliva 1000 g.
  • olio di ricino 150 g.
  • olio di coprah (cocco) 200 g.
  • oleolito di calendula 75 g.
  • oleolito di camomilla 75 g.

PER LA SOLUZIONE CAUSTICA
  • soda caustica 200 g.
  • acqua 450 g.

AL NASTRO

  • olio di germe di grano 45 g.
  • farina di riso 1 cucchiaino
  • petali di fiori di calendula 3 g.
  • olio essenziale puro di lavanda 5 g. 
  • olio essenziale di rosmarino 3 g.
  • olio essenziale di arancio 7 g.

Prima di procedere vi ricordo che la soda è caustica e può provocare gravi ustioni pertanto è necessario indossare i guanti, la mascherina e gli occhiali.

Inoltre per ottenere un buon sapone è indispensabile pesare tutto con assoluta precisione.

Per prima cosa pesare la giusta quantità di acqua e di soda in due contenitori di plastica resistente, quindi versare lentamente la soda nel contenitore con l'acqua, mescolando con un cucchiaio di plastica dura. Attenzione che in questa fase la soda raggiunge temperature molto alte e sprigiona vapori tossici!
Mettere da parte e lasciare che la soluzione caustica si raffreddi e raggiunga la temperatura di circa 45°.

Pesare gli olii in una pentola di acciaio e preparare tutti gli altri ingredienti che occorrono per la fase di nastro, così da averli già pronti quando sarà il momento, perché in questa fase la pasta di sapone tenderà a solidificarsi presto e quindi bisognerà addizionare gli ingredienti piuttosto velocemente.
Pesare quindi l'olio di germe di grano in una ciotolina alla quale aggiungere la farina di riso e gli olii essenziali.
Preparare anche i petali di calendula in un'altra ciotolina.

Quando la temperatura della soluzione caustica avrà raggiunto circa 55° procedere a riscaldare gli olii a fuoco lento. Fare attenzione a non riscaldare troppo gli olii, perché raggiungeranno la giusta temperatura di 45° in pochissimi minuti.

Quando gli olii e la soda avranno raggiunto entrambi la stessa temperatura di 45°, togliere gli olii dal fuoco e versare lentamente la soluzione caustica nella pentola con gli olii, mescolando con un cucchiaio di legno.
Dopo qualche girata passare ad amalgamare con il frullatore ad immersione. Man mano che si frulla la pasta di sapone cambierà consistenza, diventando sempre più cremosa e quando, alzando il frullatore e facendo colare il composto questo resterà qualche secondo sulla superficie prima di affondare, si sarà raggiunta la fase di nastro.

A questo punto aggiungere l'olio di germe di grano con farina di riso ed olii essenziali e dare qualche altra veloce frullata. 
Aggiungere poi anche i petali di calendula e mescolare delicatamente con il cucchiaio di legno. 

Non resta che colare il sapone negli stampi prescelti, coprire con pellicola trasparente e una coperta per mantenere il calore necessario alla fase di saponificazione.

Dopo circa 48 ore si potranno sformare i saponi e/o tagliarli se si è utilizzato uno stampo unico.
Quindi andranno lasciati stagionare in un luogo fresco e asciutto per circa due mesi, prima di poterli utilizzare.






Buona saponificazione :D


lunedì 29 luglio 2019

Ravioli di borragine tofu e noci

Una delle specialità tipiche della Liguria è quella dei buonissimi :P ravioli di borragine.



La borragine (Borago Officinalis) è una pianta spontanea commestibile tipica delle regioni mediterranee. Ha dei carinissimi fiori blu e le sue foglie sono ricoperte di una peluria leggermente urticante, che con la cottura sparisce. 
Ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, protettive del sistema cardiovascolare e riequilibranti del sistema ormonale femminile.



Solitamente utilizzo i fiori e le foglie di borragine per fare delle spettacolari frittelle (le adoro! Sono capace di mangiarne un vassoio intero tutto da sola :P ) che si preparano anche molto velocemente; basta tagliare grossolanamente fiori e foglie, unirli ad una pastella fatta di acqua, sale e farina e poi friggerle in poco olio finché diventano belle croccanti e dorate.

Ogni tanto mi dedico invece alla produzione dei ravioli ... lavoraccio eh, ma vale tutta la pena, ve lo assicuro!!!

Se volete provare questi ravioli di borragine in versione vegan, procuratevi:

Per la pasta
- 600 g di semola 
- 300 g di farina tipo 1
- 1 cucchiaino di sale
- acqua q.b. (io circa 450 g)

Per il ripieno
- 600 g di borragine
- 400 g di tofu
- 60 g di noci
- 2 cucchiai di lievito alimentare
- sale a piacere
- pepe a piacere

Con questi ingredienti otterrete circa 80 ravioloni, ma se volete potete prepararne una quantità minore riducendo proporzionalmente le dosi. 
Io preferisco farne in abbondanza e poi congelarli per averli pronti al bisogno; basta solo avere l'accortezza di metterli a congelare su dei vassoi e, una volta induriti, metterli nei sacchetti gelo, già nelle dosi desiderate, così da averli pronti all'uso. Io considero circa una decina di ravioli a persona per una porzione bella abbondante e li butto nell'acqua bollente ancora congelati.

Ecco come si procede per la preparazione:

Per prima cosa si pulisce e si lava la borragine, quindi la si fa sbollentare in pochissima acqua. 
Quando è cotta la si fa sgocciolare bene, poi la si tritura con una mezzaluna e la si mette in una ciotola.
Quindi si aggiunge il tofu frullato con il mixer e le noci triturate, il lievito alimentare, sale e pepe.
Si amalgama tutto per bene e si mette da parte.



Quindi si passa alla preparazione della pasta miscelando in una ciotola le due farine e il sale e poi versando l'acqua poco a poco e impastando, inizialmente dentro la ciotola e poi sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto liscio, compatto ed elastico.


Quindi, con l'aiuto della macchina per la pasta, si formano delle sfoglie dello spessore desiderato. Io ho usato lo spessore 4 della macchina Imperia perché se la pasta è troppo sottile il ripieno rischia di uscire durante la cottura.
Sul piano infarinato si poggiano le sfoglie appena fatte e, con l'aiuto di un cucchiaino si adagia il ripieno lungo la sfoglia (un cucchiaino per raviolo).


Si piega quindi la sfoglia su se stessa a ricoprire il ripieno, si preme con le dita ai lati tra un ripieno e l'altro per far uscire l'aria e si schiacciano tutti i bordi. Infine si ritagliano i ravioli con l'apposita rotellina.


Si adagiano quindi su un vassoio infarinato in attesa di cuocerli o di congelarli.


Questi ravioli sono molto buoni conditi con un sugo leggero di pomodoro, ma anche solo leggermente saltati in padella con burro vegetale e salvia.



Beh, buon appetito! ;-)

domenica 12 agosto 2018

Aquafaba


E dopo più di quattro mesi dall'ultimo post eccomi qui a fare capolino tra le pagine del blog ;-)

Come state? Come procede la vostra estate? Siete in vacanza in qualche bel posto?

Mi siete un po' mancati ... scrivere qui, leggervi sui vostri blog ... ma in questi ultimi mesi la mia voglia di stare al PC è diminuita sempre più per lasciare spazio alle nuove passioni, come la Mindfulness, che mi coinvolge moltissimo (a inizio anno ho seguito un percorso di otto settimane del protocollo MSBR) e i Golden Retriever ... uno in particolare, Argo <3 il nuovo arrivato in famiglia :D
Eccolo qua, ve lo presento...





Ma la voglia di parlarvi di un libro che ho scoperto casualmente poco tempo fa questa volta ha avuto la meglio sulla mia momentanea "insofferenza" verso il PC ... e così eccomi qua a parlarvi di:

AQUAFABA, di Zsu Dever, edito da Sonda

Conoscete l'aquafaba? Il nome è composto di due parole latine che significano "acqua" e "legume" e infatti si tratta dell'acqua di cottura dei ceci con la quale si possono preparare tutte quelle bontà che fino a poco tempo fa erano precluse a chi ha fatto la scelta di alimentarsi senza crudeltà. (a proposito: fra tre giorni ricorrerà il nono anniversario della mia scelta vegan :-) )
Il sottotitolo del libro é "Dall'acqua magica dei ceci nasce "l'uovo" senza colesterolo" e "la più importante scoperta culinaria del XXI secolo!".
L'acqua di cottura dei ceci è davvero magica, un ingrediente umile che qualcuno casualmente scoprì avere capacità di imitare le proprietà dell'albume d'uovo, utile per preparare meringhe, macaron, biscotti, mousse, formaggi, frittate, quiche e molto altro. E' quindi sicuramente la più importante scoperta culinaria di questo secolo!

Personalmente quando qualche tempo fa ho scoperto le meringhe vegane, e di conseguenza l'aquafaba, non potevo crederci e le ho subito sperimentate (ne avevo parlato qui) restando stupefatta del risultato!

E su questo interessantissimo libro ho imparato tantissime altre cose sull'aquafaba, ingrediente utilissimo nella cucina vegan (e non solo) sia per ricette dolci che per ricette salate.

Innanzitutto ho scoperto che questa acqua magica non si ottiene solo con la cottura dei ceci ma anche con quella di altri legumi come i piselli, le lenticchie, i fagioli, anche se i migliori restano i ceci perché si ottiene un'acqua di cottura dal gusto più delicato.

Una cosa che mi ha piacevolmente colpita leggendo il libro è che questa rivoluzionaria scoperta si sia divulgata proprio grazie alla Rete, attraverso la condivisione su Facebook (non sempre i social vengono per nuocere ;-) ) da parte di uno dei "pionieri" della scoperta dell'aquafaba, Goose Wohlt e poi con la condivisione online delle varie sperimentazioni di altri. Questo grande senso di cooperazione che si è venuto a creare è stato utile anche per la scelta del nome da dare a questa acqua magica. 

Questo libro non è solo un ricettario, ma un libro a tutto tondo sul mondo dell'aquafaba, di grande interesse ed utilità sia per chi è alle prime armi, sia per chi vuole approfondire la conoscenza di questo magico ingrediente.

Sul libro si trovano istruzioni chiare e precise su come preparare l'aquafaba, come montarla, come utilizzarla nelle ricette e come conservarla.

Le 80 ricette inserite nel libro sono tutte molto invitanti, di quelle che fan venir voglia di sperimentare :D

Io, per il momento ho preparato il formaggio base, il formaggio rustico stagionato e i Latkes, un piatto della tradizione ebraica a base di patate croccanti... tutto buonissimo!





Ma ancora moltissime sono le ricette del libro che voglio provare ... il torrone, i marshmallow, la torta meringata al limone, i macaron stile shortcake alla fragola ...

Se provate qualche ricettina con l'aquafaba fatemi sapere ;-) 

Buona estate a tutti :D 


domenica 18 febbraio 2018

Limone, mon amour!


Mi hanno regalato un bel po' di meravigliosi limoni non trattati, giganti e dalla buccia bella carnosa...ogni volta che ho per le mani dei limoni così, fare il limoncello è d'obbligo!
E quindi eccomi qui a condividerne la ricetta, datami da un'amica tempo fa e ormai collaudata da anni.
Ma dopo aver utilizzato le bucce dei limoni per fare il limoncello,  cosa fare dei numerosi limoni sbucciati, che non si conservano in frigo più di 5 o 6 giorni?
Solitamente li spremo con l'estrattore e poi congelo il succo nelle vaschette del ghiaccio per vari utilizzi, ma questa volta, oltre a conservarne un po' in questo modo, ho voluto provare a fare anche la marmellata, che a casa nostra è una delle preferite, insieme a quella di arance.
E così eccomi qui a condividere anche quest'altra ricetta. :-)

Ma prima di passare alle ricette, parliamo un po' di questo meraviglioso e versatile frutto che è il limone...

La prima cosa che sicuramente ci viene in mente del frutto del limone (citrus limon) è che è ricco di vitamina C, ma in realtà è un vero e proprio alleato del sistema immunitario.
Grazie appunto alla vitamina C, aumenta le difese immunitarie ed aiuta a combattere raffreddori ed influenze.
Il limone è altamente depurativo e disintossicante e nonostante sia un alimento acido, all'interno del nostro corpo ha una benefica azione alcalinizzante.
Bere al mattino a digiuno il succo di un limone in un bicchiere di acqua tiepida aiuta a regolarizzare l'intestino, rimineralizzarsi e disintossicarsi, depurando il fegato. Siccome però il succo di limone può rovinare lo smalto dei denti è consigliabile berlo con una cannuccia.
Il potere disinfettante del limone è tale che pare basti il succo di un limone in un litro d'acqua non potabile per renderla potabile.
Questa azione disinfettante può essere sfruttata nei casi di infiammazioni alla gola, facendo gargarismi con il suo succo e nei casi di afte, facendo degli sciacqui, sempre con succo puro.
Il limone è un potente antiossidante, contrasta i danni provocati dai radicali liberi, sia internamente che a livello cutaneo, per questo è molto utilizzato anche in cosmetica.
Grazie all'acido citrico il limone previene la formazione di calcoli ed aiuta l'eliminazione degli stessi.
Riduce il colesterolo cattivo, aiuta a fluidificare il sangue e previene l'arteriosclerosi.
I limoni hanno anche un buon contenuto di potassio, per questo la limonata in estate è un'ottimo dissetante, utile per reintegrare i sali persi con la sudorazione.

Il limone è davvero un frutto versatile, utilizzato molto in cucina, ma anche come ingrediente cosmetico e nei detersivi ecologici, oltre ad essere un validissimo rimedio utilizzato nella medicina naturale e nell'aromaterapia.

Cosmetica

L'olio essenziale di limone è antibatterico e antimicrobico e viene utilizzato puro in caso di punture di insetti o inserito nelle creme cosmetiche per curare le affezioni della pelle come brufoli ed impurità. Basta aggiungere poche gocce di olio essenziale di limone alla crema per il viso nel caso di pelli grasse e acneiche e agli olii da massaggio per combattere la cellulite. Ma attenzione, siccome l'olio di limone è fotosensibilizzante, non va utilizzato prima di esporsi al sole.
Aggiungere il succo di mezzo limone a due cucchiai di zucchero di canna integrale ed utilizzarlo come scrub aiuta a purificare le pelli grasse.
Per ammorbidire la pelle dei talloni si può strofinare mezzo limone, dalla parte della polpa, per qualche minuto e poi lasciare asciugare.
Il limone è utilissimo anche nella cura dei capelli, ne previene la caduta e dà benefici in caso di forfora, oltre a renderli lucidi. A questo scopo, in caso di capelli grassi, si può aggiungere qualche goccia di olio essenziale di limone allo shampoo e il succo di un limone nell'acqua dell'ultimo risciacquo.
Un buon rimedio per rinforzare le unghie, schiarire le macchie ed ammorbidire la pelle delle mani si ottiene mescolando un cucchiaio di olio di oliva con un cucchiaio di succo di limone e massaggiandolo poi su mani e unghie.

Aromaterapia e salute naturale

L'olio essenziale di limone vaporizzato nell'ambiente influenza positivamente il sistema nervoso, stimola il buonumore, facilita la concentrazione, purifica e disinfetta l'aria.
Qualche goccia di olio essenziale su un panno bagnato per fare impacchi aiuta ad abbassare la febbre.
Un classico rimedio della nonna per il mal di stomaco, la nausea e la cattiva digestione è bere il caldo "canarino" che si ottiene mediante decotto, mettendo in un pentolino pieno d'acqua la buccia di un limone e lasciando sobbollire per una decina di minuti.
In caso di gambe gonfie e pesanti è utile un massaggio, dalle caviglie verso le cosce, con olio di mandorle o altro olio vegetale al quale si sia aggiunto olio essenziale di limone e di rosmarino.

Pulizie ecologiche

Prima di pulire il forno è utile riempire una teglia con acqua e il succo di tre limoni, quindi infornarla a 180° per una mezz'ora; evaporando disinfetterà e pulirà le pareti del forno che poi potrà essere strofinato con una pastella fai da te a base di acqua e bicarbonato.
Strofinare delle fette di limone sui fornelli aiuta a pulirli e lucidarli.
Per pulire i pavimenti basterà sciogliere 50 grammi di scaglie di sapone naturale in un secchio di acqua bollente ed aggiungere 20 gocce di olio essenziale di limone.
Per ottenere uno spray disinfettante multiuso basterà aggiungere 10 gocce di olio essenziale di limone e 10 gocce di tea tree ad un litro d'acqua da inserire in uno spruzzino.
Per disinfettare il tagliere in cucina, eliminando germi e batteri, basterà strofinarci sopra un limone, lasciarlo agire tutta la notte e al mattino sciacquarlo.
Sarà facile pulire anche i vetri con uno spruzzino nel quale si saranno inseriti acqua e succo di limone.

Alimentazione

In campo alimentare è molto utile come condimento perché, grazie alla vitamina C, aiuta ad assorbire il ferro contenuto in legumi e verdure (un esempio conosciuto da molti sono gli spinaci, ricchi di ferro, conditi con il succo di limone, ricco di vitamina C).
Aggiungere il succo di un limone alla caraffa dell'acqua è rinfrescante, alcalinizzante e depurativo, oltre ad aiutare a fare il pieno di minerali e vitamine.
Grazie alla presenza di antiossidanti, spruzzare di limone frutta e verdura tagliate, come ad esempio macedonie ed insalate, evita che anneriscano.
Essiccando e macinando la buccia del limone, dalla quale si ricava l'olio essenziale, si ottiene un'ottima polvere aromatizzante per dolci e creme.

E ora veniamo al nostro...

Limoncello
Limoncello

Ingredienti:

  • 7 o 8  limoni biologici dalla buccia bella spessa
  • 1 litro di alcool puro per liquori
  • 1,2 litri di acqua
  • 600 grammi di zucchero bianco di canna biologico (sbiancato a vapore, senza anidride solforosa)
Solitamente non uso lo zucchero bianco di canna, ma il limoncello fatto con lo zucchero di canna integrale assume un colore marroncino che non a tutti è gradito ... se non vi importa del colore (il sapore è buonissimo!) potete usare anche quello.
Con queste dosi vi verranno circa due litri e mezzo di limoncello, io ho fatto il doppio degli ingredienti ed ho ottenuto cinque bottiglie da un litro.

Per prima cosa si lavano i limoni, si asciugano e si tolgono le bucce con il pelapatate, in modo da non prelevare la pellicina bianca.


Pelatura limoni

Quindi si inseriscono le bucce in un vaso di vetro possibilmente a chiusura ermetica e si versa dentro anche l'alcool.


Scorze di limone che macerano nell'alcool

Si chiude il vaso e si mette al buio a macerare per una settimana, scuotendo una volta al giorno.
Trascorsi i sette giorni, si fanno bollire i 1200 ml di acqua, si spegne il fornello e ci si versa lo zucchero. Si mescola fino a disciogliere bene lo zucchero e si lascia intiepidire.
Quindi, con l'aiuto di un colino, si versa l'alcool, che nel frattempo avrà estratto l'aroma dalle bucce di limone, nella pentola con lo sciroppo di zucchero, si mescola bene e, con l'aiuto di un imbuto, si versa nelle bottiglie prescelte, ben pulite.


Alcool dopo estrazione 
Scorze dopo estrazione

Infine si chiudono le bottiglie ermeticamente e si conservano in un luogo fresco e buio per circa un mese prima del consumo.

Dopo aver fatto il nostro limoncello ci ritroveremo con una grande quantità di limoni sbucciati che si conserveranno in frigo per non più di 5 o 6 giorni, quindi è una buona idea utilizzarli per fare una meravigliosa ...

Marmellata di limoni

Marmellata di limoni

Ingredienti:
  • 7 o 8 limoni biologici già sbucciati
  • 800 grammi di zucchero di canna (bianco o integrale)
  • 1 mela golden
  • 60 ml di acqua
Prima di tutto togliere dai limoni le pellicine bianche rimaste, tagliarli a pezzi ed eliminare i semi.

Pelatura e taglio limoni

Metterli in una capiente ciotola di vetro con l'acqua e lo zucchero e farli macerare in frigo per 24 ore. Mescolare di tanto in tanto.

Limoni con sciroppo

Trascorso questo tempo aggiungere anche la mela lavata, tagliata a pezzetti, privata dei semi ma mantenendo la buccia, che è ricca di pectina.
Mettere tutto in una pentola e trasferirla sul fuoco, portare a bollore e lasciare cuocere per circa un'ora, mescolando di tanto in tanto.

Marmellata in cottura

Dopodiché dare qualche frullata con il frullatore ad immersione e rimettere sul fuoco bassissimo ancora per una mezz'ora e comunque finché non raggiungerà la giusta consistenza. Mescolare ogni tanto.
Quindi invasare la marmellata ancora calda nei vasetti prescelti, precedentemente sterilizzati con il metodo della bollitura, chiudere ermeticamente, mettere a testa in giù affinché si formi il sottovuoto e lasciare raffreddare lentamente, sotto il tepore di una coperta.
Si ottiene una marmellata dalla consistenza piuttosto solida, tipo una gelatina che, secondo me, è perfetta per le crostate e per la farcitura di altri tipi di torte.


Che dite, c'è di che sbizzarrirsi con i limoni? Io dico proprio di sì! :D 

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