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giovedì 31 ottobre 2019

Il silenzio è cosa viva


Per chi ancora passa di qui ogni tanto o per chi ci arriva per la prima volta, oggi voglio condividere qui sul blog una piccola parte di un bellissimo libro.

Si tratta di "Il silenzio è cosa viva" di Chandra Livia Candiani.


L'autrice è una poetessa, traduttrice di testi buddhisti e conduttrice di corsi di meditazione.
Il libro di cui vi parlo è un saggio sulla meditazione pubblicato l'anno scorso da Giulio Einaudi Editore, nella collana Vele.

Riporto qui di seguito, integralmente tratto dal libro, il capitolo "L'arte di meditare", che a mio parere è davvero una importante testimonianza di cosa è la meditazione di consapevolezza ... per sintetizzare usando le parole della Candiani meditare è un'arte, è entrare in intimità con quello che ci accade, è seminagione di sacro nell'ovvietà quotidiana.

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L'arte di meditare

Ho letto una storia Sufi: "Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne. L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi. Infine, il contadino prese una decisione crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo. Al contrario, chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino. Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo e pianse disperatamente. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase zitto. Il contadino allora si decise a guardare verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide. A ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando".
Meditare non è cercare vie d'uscita, ma piuttosto vie d'entrata. E' questo che fa l'asino. Entra nella sua situazione, sente la disperazione, grida, poi accoglie quello che sta succedendo, non ne resta sommerso, non è vittima della situazione, si scrolla di dosso la terra e quella stessa terra diventa la sua risorsa.
Il mondo è pieno di persone che danno ricette per disfarsi di qualsiasi cosa ci opprima, per non sentire o entrare in un'illusione anestetizzante. La pratica della consapevolezza, invece, insegna a stare, a entrare in intimità con quello che ci accade, e il paradosso è che questa intimità è impersonale. Non restiamo invischiati nell'autonarrazione, l'intimità della meditazione è contatto con il tessuto dell'esperienza, con la percezione diretta e non mediata dai concetti di quanto accade, del suo impatto su di noi. E questa giusta vicinanza ci permette di  arrivare non più a una reazione ma a una risposta. Non ci confina in una sorridente passività, ma anzi, l'accoglienza di quel che ci accade porta con sé l'energia di una giusta azione che si stacca da noi quando il tempo è maturo, e va nel mondo. 

Meditare ha la stessa radice di medicina, è cura e prendersi cura. La parola pali per meditazione è bhavana, causativo del verbo essere, dunque portare a essere, ossia coltivare. Si tratta di coltivare la mente-cuore. In pali, sono una parola sola: citta. E già questo fa avvertire la portata della differenza tra la nostra cultura occidentale di pensiero dissezionante e separativo e una cultura della non separatezza, del nesso. Noi abbiamo due stereotipi a cui badare per non cadere in equivoci depistanti: che la meditazione sia cogitazione e che la meditazione sia sospensione di qualsiasi impatto sensoriale e psichico e immersione in un dolce nulla. 

Meditare non è nemmeno una tecnica, ma un'arte. Dell'arte quindi ha il rischio, l'improvvisazione, lo studio e la dimenticanza dello studio, la dedizione, la leggera e misurata follia, la precarietà, la vocazione, l'invasione nella vita quotidiana, la spellatura. Noi conosciamo nei riflessi e nelle bucce, sbucciandoci. Seguendo una Via bisogna rischiare la pelle. Se la meditazione non dilaga nella vita quotidiana, se non sfida quello che chiamiamo "il mio carattere", se non comprendiamo che tutto è meditazione, entrare in casa, uscire di casa, fare le scale, mettersi, togliersi le scarpe, cucinare, parlare, mangiare, dormire, lavorare, fare l'amore, riduciamo la meditazione a una stampella, una protesi che acquieta un tantino la nostra vita che resta sempre la stessa, centrata sull'io.

Dice Lao Tzu:
"Fai attenzione ai tuoi pensieri, perché diventano parole.
Fai attenzione alle tue parole, perché diventano le tue azioni.
Fai attenzione alle tue azioni, perché diventano abitudini. 
Fai attenzione alle tue abitudini, perché diventano il tuo carattere.
Fai attenzione al tuo carattere, perché diventa il tuo destino".
Essere presenti significa essere presenti al proprio io come a un oggetto di studio. L'io non è la presenza; può parlare per ore della presenza, ma noi sentiamo se è l'io a parlare e non ci raggiunge che vuota erudizione, una fila di parole senza vigore, perché dove c'è presenza non può esserci io e solo la presenza ci raggiunge e ci trasforma.
Attorno all'io ruotano pensieri ed emozioni, l'io è la loro solidificazione, si sente il centro di tutto, le cose esistono solo in relazione a me: mi piacciono, non mi piacciono, mi adulano, mi minacciano, sto sempre difendendo il territorio dell'io. 
Il rischio della solidificazione è ovunque, anche sul sentiero interiore, ed è quello di creare un io ideale, un io meditante, saggio, imperturbabile, che snocciola insegnamenti a piè sospinto. Quando siamo invece nella presenza, sappiamo esitare, fare silenzio, sappiamo non sapere. Il giorno dopo la morte di mia sorella, Gigi, un sacerdote non convenzionale, un servitore del bene e del bello, mi ha chiamato, senza sapere nulla di quello che mi era successo. Dopo i primi saluti, gliel'ho subito semplicemente detto. E lui ha esclamato: "Oddio, oddio, oddio!" Ho sentito la sua totale partecipazione, il suo sbucciarsi con me, ho sentito il mio dolore e la sua immediata compagnia. Mi ha aiutato più di qualsiasi frase dotta o consiglio accorto.
Per essere nella presenza, devo coltivare a lungo uno sguardo sull'io, anziché guardare tutto dai suoi occhi. Anziché guardare il mondo dalla rabbia, dalla tristezza, dall'eccitazione, guardo la rabbia, la tristezza, l'eccitazione. La presenza è riconoscere quello che c'è, riconoscere la calma, riconoscere il movimento dei pensieri, non preferire la calma al movimento dei pensieri, non scegliere. La presenza è smettere di aver paura della propria delicatezza.
Ciò che osserva la paura non è spaventato, ciò che osserva la rabbia non è arrabbiato.
Nella presenza c'è discontinuità rispetto all'io. Per sentire la presenza, bisogna fare un passo fuori dall'io, dalle reazioni mentali di cui è fatto, dalle identificazioni che coprono la sua paura di essere nulla. 
Il modo in cui guardiamo al nostro io è essenziale quanto lo sguardo stesso. Va allenato uno sguardo tenero, compassionevole, uno sguardo fermo che vede i limiti ma non si trasforma in giudice, in critico puntiglioso e acido, né in risolutore dei problemi altrui.
In noi c'è qualcosa che non pretende e non si impone, qualcosa che semplicemente è. Un puro conoscere sorridente.
C'è un punto in cui il dolore diventa anonimo e le cause contingenti, per quanto gravi, sono solo il nome e la forma che un'energia molto più antica assume in quel momento, è l'energia di essere al mondo, di avvertirsi separati e di percepire la nostalgia e il richiamo dell'unità. Ogni desiderio racchiude questo desiderio radicale, ritornare alle stelle, non essere più nella distanza. 
Essere in contatto con la fonte del desiderio, con il nostro costante mancare, è l'essenza della meditazione. Essere alla fonte è smettere di desiderare, perché si abita il desiderio, si è desiderio senza più oggetto, e il cambiamento inizia accogliendo se stessi, la nostra incompiutezza, la nostra mancanza e tensione verso, cercando di non migliorarsi né cambiarsi, aspettando, attendendo alla trasformazione che arriverà quando il tempo del sostare sarà maturo.

Un giorno il Buddha, davanti a migliaia di discepoli, anziché insegnare parlando, in totale silenzio alzò un fiore di loto. In tanti si chiesero il significato, probabilmente molti si diedero risposte erudite, profonde, raffinate. Solo Kashyapa si limitò a guardare il Buddha e a sorridere. E il Buddha seppe che Kashyapa aveva visto la sospensione, il mondo fluttuante, la nostra comune evanescenza e le aveva sorriso. Vide il suo Risveglio. 
La meditazione è seminagione di sacro nell'ovvietà quotidiana. 

Una giornalista chiese al grande Maestro thailandese Ajahn Chan di fargli alcune domande sulla sua pratica meditativa. 
Chiese: "Perché pratichi?" "Come pratichi?" "Quali sono i risultati?"
Ajahn Chan rispose: "Perché mangi?" "Come mangi?" "Con quali risultati?"

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Io ho trovato questo libro di una profondità disarmante, commovente, carico di poesia e sacralità, scritto con parole tali da rendere perfettamente chiari i concetti, portarli nella quotidianità così da permetterne l'interiorizzazione, sentendoli, assaporandoli. 
Vi invito quindi a leggerlo, sia che siate solo incuriositi dalla meditazione, sia che siate già praticanti. 

Buon cammino consapevole.


Il Silenzio è Cosa Viva
L'arte della meditazione
€ 12,00

mercoledì 19 giugno 2019

La locanda



Ciao! :-) 

Faccio brevemente capolino tra queste pagine per condividere una bellissima poesia del grande poeta persiano Rumi, una poesia che ci invita ad essere grati per ogni cosa che arriva nella nostra vita <3 

La locanda

L'essere umano è come una locanda, 
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.

Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto, 
come un visitatore inatteso.

Dai il benvenuto a tutti, 
intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri 
che devasta violenta la casa, 
spogliandola di tutto il mobilio, 

lo stesso tratta ogni ospite con onore, 
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.

Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia, 
vai incontro sulla porta ridendo, 
e invitali a entrare.

Sii grato per tutto quel che arriva, 
perché ogni cosa è stata mandata 
come guida dall'aldilà. 

Jalal al-Din Rumi


Un caro saluto a voi che vi trovate a passare di qua ... 
buona vita <3

domenica 12 agosto 2018

Aquafaba


E dopo più di quattro mesi dall'ultimo post eccomi qui a fare capolino tra le pagine del blog ;-)

Come state? Come procede la vostra estate? Siete in vacanza in qualche bel posto?

Mi siete un po' mancati ... scrivere qui, leggervi sui vostri blog ... ma in questi ultimi mesi la mia voglia di stare al PC è diminuita sempre più per lasciare spazio alle nuove passioni, come la Mindfulness, che mi coinvolge moltissimo (a inizio anno ho seguito un percorso di otto settimane del protocollo MSBR) e i Golden Retriever ... uno in particolare, Argo <3 il nuovo arrivato in famiglia :D
Eccolo qua, ve lo presento...





Ma la voglia di parlarvi di un libro che ho scoperto casualmente poco tempo fa questa volta ha avuto la meglio sulla mia momentanea "insofferenza" verso il PC ... e così eccomi qua a parlarvi di:

AQUAFABA, di Zsu Dever, edito da Sonda

Conoscete l'aquafaba? Il nome è composto di due parole latine che significano "acqua" e "legume" e infatti si tratta dell'acqua di cottura dei ceci con la quale si possono preparare tutte quelle bontà che fino a poco tempo fa erano precluse a chi ha fatto la scelta di alimentarsi senza crudeltà. (a proposito: fra tre giorni ricorrerà il nono anniversario della mia scelta vegan :-) )
Il sottotitolo del libro é "Dall'acqua magica dei ceci nasce "l'uovo" senza colesterolo" e "la più importante scoperta culinaria del XXI secolo!".
L'acqua di cottura dei ceci è davvero magica, un ingrediente umile che qualcuno casualmente scoprì avere capacità di imitare le proprietà dell'albume d'uovo, utile per preparare meringhe, macaron, biscotti, mousse, formaggi, frittate, quiche e molto altro. E' quindi sicuramente la più importante scoperta culinaria di questo secolo!

Personalmente quando qualche tempo fa ho scoperto le meringhe vegane, e di conseguenza l'aquafaba, non potevo crederci e le ho subito sperimentate (ne avevo parlato qui) restando stupefatta del risultato!

E su questo interessantissimo libro ho imparato tantissime altre cose sull'aquafaba, ingrediente utilissimo nella cucina vegan (e non solo) sia per ricette dolci che per ricette salate.

Innanzitutto ho scoperto che questa acqua magica non si ottiene solo con la cottura dei ceci ma anche con quella di altri legumi come i piselli, le lenticchie, i fagioli, anche se i migliori restano i ceci perché si ottiene un'acqua di cottura dal gusto più delicato.

Una cosa che mi ha piacevolmente colpita leggendo il libro è che questa rivoluzionaria scoperta si sia divulgata proprio grazie alla Rete, attraverso la condivisione su Facebook (non sempre i social vengono per nuocere ;-) ) da parte di uno dei "pionieri" della scoperta dell'aquafaba, Goose Wohlt e poi con la condivisione online delle varie sperimentazioni di altri. Questo grande senso di cooperazione che si è venuto a creare è stato utile anche per la scelta del nome da dare a questa acqua magica. 

Questo libro non è solo un ricettario, ma un libro a tutto tondo sul mondo dell'aquafaba, di grande interesse ed utilità sia per chi è alle prime armi, sia per chi vuole approfondire la conoscenza di questo magico ingrediente.

Sul libro si trovano istruzioni chiare e precise su come preparare l'aquafaba, come montarla, come utilizzarla nelle ricette e come conservarla.

Le 80 ricette inserite nel libro sono tutte molto invitanti, di quelle che fan venir voglia di sperimentare :D

Io, per il momento ho preparato il formaggio base, il formaggio rustico stagionato e i Latkes, un piatto della tradizione ebraica a base di patate croccanti... tutto buonissimo!





Ma ancora moltissime sono le ricette del libro che voglio provare ... il torrone, i marshmallow, la torta meringata al limone, i macaron stile shortcake alla fragola ...

Se provate qualche ricettina con l'aquafaba fatemi sapere ;-) 

Buona estate a tutti :D 


sabato 21 ottobre 2017

Quel desiderio che sa di cielo

Ciao :-)

Sono molto felice di tornare sul blog per scrivere la recensione di un carinissimo libro, che ho avuto occasione di leggere recentemente!



Si tratta di "Quel desiderio che sa di cielo", primo libro autopubblicato di Alessandra Loreti, scrittrice emergente e bravissima illustratrice. 

Il libro è stato realizzato in collaborazione con Chiara Topo, che lo ha arricchito con le sue illustrazioni delicate e molto comunicative ... davvero molto belle!



"Quel desiderio che sa di cielo" è il diario di Cassandra,
una giovane donna alla  ricerca di sè stessa.

Cassandra ha 25 anni, vive a Roma e per lavoro fa l'illustratrice di moda. Dopo un lungo fidanzamento viene lasciata da Andrea e così, in piena crisi, inizia un percorso di life coaching ed incomincia a tenere un diario per far chiarezza tra le sue emozioni ed intraprendere un cammino di crescita che la porterà a realizzare il suo sogno più grande.

Durante il graduale percorso di riscoperta di sè, Cassandra capisce, giorno dopo giorno, che per realizzare i suoi sogni e la "missione" della sua vita deve capire chi è veramente e cosa vuole davvero. 
Riuscirà nella realizzazione di sè solo lasciando perdere le aspettative che gli altri hanno su di lei, imparando a dire di no agli altri per dire di sì a se stessa ed amandosi pienamente per ciò che è.

Credo che questo breve racconto, scritto sotto forma di diario, sia davvero una lettura piacevole in cui molte giovani donne, impegnate nella scoperta di sé, possano riconoscersi.
Intrappolate in una cultura che ci vuole quasi obbligatoriamente fidanzate o mogli di qualcuno a tutti i costi, anche se magari significa essere impegnate in una relazione insoddisfacente che, anzichè arricchirci, ci costringe a rinunciare ai nostri sogni, spesso noi stesse siamo così convinte di dover necessariamente stare in una coppia per non sentirci troppo sole, così costantemente impegnate a cercare la nostra "metà", che ci dimentichiamo di noi stesse e del fatto che anche da sole siamo già splendidamente "intere"! 



Una lettura molto scorrevole ed allo stesso tempo stimolante, con riferimenti ad una visione più consapevole e creativa della vita, al vivere il "qui ed ora", a percorsi di crescita personale ed alla consapevolezza che il nostro futuro dobbiamo costruirlo ogni giorno con impegno e coraggio, seguendo le nostre passioni e trovando la forza di abbandonare le nostre zone di comfort per dedicarci alla realizzazione dei nostri sogni.



Ed ora ecco una breve intervista che ci aiuta a conoscere meglio Alessandra ed il suo libro ...

I tuoi disegni sono molto belli e comunicativi. Cosa ti ha portato a provare la scrittura come nuova forma di espressione? Ci racconti un po’ il tuo percorso artistico?

Ciao! Intanto grazie per gli apprezzamenti.
Scrivo e disegno da quando ero veramente molto piccola. Alle
elementari, con la maestra di italiano, creavo storie e racconti di
fantasia; mi divertivo molto. Ricordo anche che passavo più tempo
a disegnare le cornicette sui quaderni che a svolgere gli esercizi per casa. :D
Comunque il mio percorso professionale ha iniziato a prendere
forma al liceo; ho studiato grafica pubblicitaria e poi ho continuato la formazione all'Accademia di Arti e Nuove Tecnologie. Ho seguito un corso di illustrazione per due anni alla Scuola Internazionale di Comics e poi, sempre lì, ho frequentato un corso di scrittura creativa.


Quali sono i tuoi autori preferiti e qual è l’autore che ha stimolato in te la voglia di scrivere?

Sono diversi gli autori che apprezzo e stimo, ma Sergio Bambarén
è forse quello che sento più vicino alla mia visione di scrittura.
Amo il suo modo di mettere su carta i pensieri e le emozioni:
breve, diretto, senza giri di parole. Arriva al cuore con una
semplicità disarmante. Tra i miei riferimenti letterari ci sono anche
Coelho e Gibran. E poi sicuramente Fromm, Pirandello, Hesse.


Da dove viene la scelta di scrivere “Quel desiderio che sa di cielo” sotto forma di diario?

I motivi principali sono due: innanzitutto desideravo creare una
narrazione semplice e diretta che si focalizzasse soprattutto
sull'evoluzione emotiva del personaggio. In secondo luogo perché
sia io che Chiara volevamo che le illustrazioni fossero considerate
parte integrante della storia. In questo modo abbiamo potuto
sfruttarle non solo come elemento decorativo ma anche per
comunicare gli stati d'animo della protagonista, arrivando con le
immagini dove le parole di Cass non riuscivano a spingersi.


Le illustrazioni del tuo libro sono molto belle. Com’è nata la
collaborazione con Chiara Topo? E come mai non hai scelto di
illustrare il libro tu stessa?


Ho conosciuto Chiara alla Scuola Internazionale di Comics e sono
rimasta letteralmente rapita delle sue illustrazioni.
Nonostante all'epoca la conoscessi da pochissimo, ho sempre avuto
la sensazione che prima o poi avremmo lavorato insieme a qualche
progetto. E così è stato. Quando l'idea del libro ha iniziato a
delinearsi nella mente, l'ho subito coinvolta.
Avrei potuto illustrarlo da sola, ma so che non sarebbe stato lo
stesso. La sinergia che si è creata in quei mesi è stato un
grandissimo stimolo per entrambe. Inoltre Chiara è una delle mie
più care amiche e questo ha reso la collaborazione ancora più
stimolante e divertente.


Ci racconti qualcosa in più di Chiara?

Chiara è un'illustratrice. E non intendo solo professionalmente;
credo sia nata col foglio e con i colori in mano. :-)
È una di quelle persone fortunate che nascono con un dono e
hanno la possibilità di coltivarlo. Ha studiato al liceo artistico e poi frequentato con me il corso di illustrazione alla Scuola
Internazionale di Comics. Recentemente ha partecipato ad un
progetto organizzato dalla casa cinematografica Eagles e
attualmente collabora con diverse case editrici.

  
Quanto di te c’è in Cassandra, la protagonista del libro?

Direi tutto e niente. Cassandra ha la sua vita, la sua identità, i suoi
obiettivi. Eppure siamo accomunate dal desiderio di cambiamento, dalla curiosità, dalla voglia di sfidare i propri limiti e guardare oltre. Per poter dar voce alle sue emozioni ho dovuto prima far chiarezza con le mie e questo mi ha permesso di aumentare la consapevolezza, di crescere, proprio come cercherà di fare lei nel suo percorso :-)


Che rapporto hai con la città in cui vivi, Roma, considerata una
delle più belle città al mondo?


Verso Roma provo sentimenti contrastanti. La amo per la sua
bellezza senza tempo, perché trasuda storia e arte da ogni angolo.
La amo per il modo in cui la luce del tramonto illumina Castel
Sant'Angelo, per la naturale bellezza dei suoi spazi verdi.
Per il fascino dei vicoli di Trastevere e la vista mozzafiato che offre
il Gianicolo.
Eppure, come tutte le grandi città, è caotica e dispersiva.
Quindi spesso ho bisogno di spostarmi per riprendere fiato e
rilassarmi un po'. Magari al lago o in qualche località di montagna.


Nel biscotto della fortuna del ristorante giapponese Cassandra trova il bigliettino con la scritta NULLA ACCADE PER CASO... Puoi spiegarci meglio cosa pensi di coincidenze, sincronicità, destino e libero arbitrio? Gli eventi sincronici che accadono nella nostra vita rappresentano per te un messaggio, un segnale che ci indica la strada da percorrere?

Questa è una buona domanda ed ammetto che è difficile per me
spiegare il mio pensiero in proposito in poche righe di testo. Ma ci
provo. Gli eventi che accadono nella nostra vita possono significare tutto e niente. Possono avere un valore diverso a seconda di chi guarda. Per Cassandra la frase “Nulla accade per caso” assume un significato speciale perché è lei ad attribuirglielo. Nel suo modo di interpretare il mondo, l'incontro con Marco ha un significato che va oltre la semplice conoscenza tra due persone; diventa uno strumento di crescita, un mezzo per guardare il mondo da una nuova prospettiva. Si impegna così tanto a cercare di
comprenderlo, di conoscere la sua visione della vita, da non
rendersi conto che nel frattempo sta scoprendo parti inesplorate del proprio io. E questo la porta a nuovi livelli di consapevolezza.
Ma non sarebbe mai successo se lei non avesse creduto in qualcosa
che va oltre ciò che è razionalmente comprensibile, se Marco non
avesse deciso di conoscerla meglio, se non fossero accadute quelle
“coincidenze” che puntualmente li portano a ritrovarsi.
Non esiste una spiegazione razionale a quanto accade ai due
personaggi, accade e basta.
Se scegliamo di fidarci del nostro intuito, mettendo da parte la
ragione, possiamo attribuire un significato specifico a segnali e
coincidenze. Ma è chiaramente un atto di fede.
Ad esempio qualcuno leggendo queste parole potrebbe sentirle
risuonare dentro di sé ed attribuirgli un particolare valore, qualcun
altro invece potrebbe catalogarle come “cavolate new age” prive di senso. La magia, come la bellezza, è negli occhi di chi guarda.


La crescita personale di Cassandra è accompagnata da un percorso di coaching che la guida nell’ascolto di sé, nel vivere il presente, nello sviluppo di una buona autostima, nel lavoro sugli obiettivi … quanto è importante tutto ciò per la realizzazione dei propri sogni?

Il coaching è uno strumento di crescita molto potente. Ho potuto
parlarne nel libro perché io in primis ho seguito un percorso di
questo tipo e so quanto abbia significato per me.
È un mezzo che, se ben gestito, può aiutare a sviluppare una
buona autostima, imparare a riconoscere i propri punti di forza,
identificare e raggiungere obiettivi personali e professionali.
Ma è solo una delle tante strade che si possono percorrere per
avvicinarsi alla realizzazione dei propri sogni. Ciò di cui sono
convinta è che per ottenere grandi risultati sia necessario compiere
un grande lavoro su se stessi. Poi ciascuno è libero di scegliere la
strada che reputa più opportuna per il proprio percorso.

  
Stai scrivendo un nuovo libro?

No, almeno per ora, nessun nuovo libro. Ma sto comunque
continuando a sperimentare con la scrittura attraverso poesie e
racconti brevi.


Che consiglio daresti a chi ama scrivere e sogna di pubblicare
il suo primo libro?


Il primo suggerimento che darei è di chiedersi “Perché lo sto
facendo?”. Spesso si comincia a scrivere abbagliati dall'idea di un
successo facile e di soldi veloci (“Ce l'ha fatta quella di 50
sfumature, posso farlo anche io” - quante volte ho sentito questa
frase -), ma per andare avanti nel mondo dell'editoria ci vuole
molto molto di più. Prima di scrivere “Quel desiderio che sa di cielo” non immaginavo neanche quanto fosse difficile approcciare ad una realtà di questo tipo. Prendi tante tante porte in faccia, ti scontri con le critiche negative, con chi ti legge e storce il naso. Devi essere pronto ad affrontare successi e insuccessi, ad investire
tempo e soldi, soprattutto se, come nel mio caso, scegli di
autopubblicarti. Quindi il secondo suggerimento è “Armatevi di
tanta pazienza e se sentite che questa è la vostra strada continuate
a perseguirla.” C'è un bellissimo proverbio orientale che dice “Non arrenderti mai. Potresti farlo un'ora prima del miracolo” :-)
E poi, mi raccomando, leggete, leggete, leggete!


Qual è secondo te il libro che tutti dovrebbero leggere?

Lo dico senza rifletterci un secondo. “Il piccolo principe”. Credo che quel libro sia magia pura. Parla direttamente al cuore senza filtri.
Arriva a toccare le corde più profonde, accarezzando l'anima e
ricordandoci che la vita è qualcosa di molto più grande della routine quotidiana e del semplice trascorrere del tempo.


Il tuo libro si può acquistare sia in versione e-book che in
versione cartacea? E dove è possibile acquistarlo?


L'ebook è attualmente offline per via di una collaborazione che
inizierà tra pochissimo con una nuova piattaforma editoriale. Il
cartaceo invece si può richiedere direttamente dal mio sito,
contattandomi attraverso il relativo form a questo link
http://www.lafabbricadeisogniweb.it/wordpress/qdcsdccartaceo  



Augurando ad Alessandra tutto il successo che merita, vi invito a visitare il suo sito, La Fabbrica dei Sogni e la sua pagina Facebook per scoprire i suoi bellissimi lavori......e ovviamente vi invito a leggere il suo libro! :D

 

martedì 2 agosto 2016

Da libro a libro

Visto che ultimamente ho pubblicato sul blog solo ricette culinarie, ma oltre che nutrire il corpo bisogna nutrire anche l'anima :-)

Visto che amo i libri, appunto nutrimento per l'anima e ritengo che la lettura sia essenziale per ampliare i propri orizzonti e stimolare l'immaginazione

Visto che mi piacciono la condivisione e lo scambio, anche culturale



Premesso che non si tratta di una catena perchè ognuno è libero di fare ciò che vuole e rispondere o no alle domande, qui, sul suo blog o dove gli pare

......raccolgo l'invito di Cri del blog Dove Gira il Sole e rispondo alle sue domande (devo dire, tra l'altro, molto intelligenti ed interessanti....mi sono divertita :-) ):

1) Il libro che ti ha fatto dire "vorrei averlo scritto io"

"Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani 
.......perchè vorrei aver vissuto io una vita così ricca, vorrei aver viaggiato per il mondo come lui ed avere sperimentato le tante differenti culture con le quali è entrato in contatto lui e, attraverso quella che è stata una profonda ricerca interiore che lo ha portato a capire molto della vita e della morte, vorrei aver raggiunto la sua consapevolezza e aver trovato la pace interiore che ha trovato lui.

2) Il personaggio che ti ha fatto dire "vorrei essere lui/lei" 

Avrei voluto essere la protagonista di "E venne chiamata due cuori"........e beh, un lungo viaggio con gli aborigeni australiani in armonia con la natura per scoprire il vero senso della vita dev'essere un'esperienza davvero illuminante

3) Quando ti sei innamorato della lettura?

Ho cominciato a leggere "veri" libri verso gli 8 anni. Il primo libro che mi ricordo di aver letto era un libro che raccontava la storia di un cane abbandonato che però poi trovava una nuova famiglia che lo amava tanto (non ricordo il titolo....figuriamoci, con la mia pessima memoria e i quarant'anni abbondanti che sono passati!)
Ho sempre amato moltissimo gli animali, fin da piccolissima e le storie su di loro mi hanno sempre affascinato!
Un altro libro che ho amato a quell'epoca (forse avevo tra i 10 e i 12 anni) è stato un classico, "Piccole donne".... Jo era il mio personaggio preferito :-)
Ma forse mi sono davvero innamorata della lettura alle superiori, quando ho studiato Pirandello....Uno nessuno centomila e Sei personaggi in cerca d'autore li ho davvero amati! 

4) Carta o e-reader?

Qualche e-book ogni tanto lo compro, per la comodità di averlo subito e poterlo leggere ovunque, senza ingombro, anche sul telefono.
Però il libro di carta, da sfogliare, sul quale poter fare annotazioni ha tutto un altro fascino!

5) Un personaggio che hai odiato

Un personaggio che ho odiato l'ho incontrato in 1984 di Orwell. 
Era l'emissario della psicopolizia che torturava Winston, il protagonista.
L'ho odiato perchè è riuscito a fare a Winston ciò che per me è il peggio che si possa fare a qualcuno, la tortura fino alla totale sconfitta dell'individuo, l'azzeramento di ogni sentimento che arriva a far rinnegare ogni valore, far perdere ogni speranza e smarrire la propria anima.

6) Hai mai riletto lo stesso libro per intero?

Sì, mi è capitato spesso di rileggere lo stesso libro (anche perchè ho una pessima memoria e raramente ricordo per filo e per segno un libro o un film) e ogni volta ho trovato nuovi spunti, fatto nuove scoperte....penso che, essendo l'essere umano in continua evoluzione, in ogni fase della nostra vita possiamo interiorizzare cose diverse seppure nell'ambito della stessa esperienza, quindi rileggere un libro già letto può essere un'esperienza del tutto diversa dalla precedente.

7) Il posto dove preferisci metterti a leggere

Il mio posto preferito per leggere è l'amaca in giardino, ma anche il divano va benissimo, se riesco a farmi spazio tra cani e gatti che pisolano :-)

8) Una casa senza libri... (continua tu)?

.....impensabile!
Immagino una casa senza libri solo in un mondo fantascentifico stile "Fahrenheit 451", dove il possesso di libri sia impedito da una dittatura.......nel quale io sarei sicuramente una sovversiva!

9) Bookcrossing o bisogno di possesso?

Ok, non è un bel concetto quello del possesso, però con i libri io ho bisogno di possederli....ho bisogno di prenderli in mano, sfogliarli e poterli rileggere quando ne ho voglia.
Anche se il Bookcrossing mi affascina molto!


10) Regalami virtualmente un libro

"Il vangelo secondo Biff" di Christopher Moore.......la storia di Gesù raccontata dal suo ipotetico migliore amico d' infanzia Levi, detto Biff.
Ad alcuni questo libro potrebbe sembrare forse un po' blasfemo, ma a mio parere è un libro carinissimo, divertente, ironico e allo stesso tempo anche molto profondo ed emozionante. 
Con ironia il libro illustra personaggi, Gesù per primo, squisitamente umani, con le loro debolezze ed originalità. Dal racconto emerge una nuova immagine di Gesù..... un bambino, poi ragazzo e poi ancora uomo, "normale", che potrebbe essere stato anche il nostro migliore amico, che ama lo scherzo e l'ironia ma allo stesso tempo è anche molto sensibile e "speciale".
Molto interessanti anche i riferimenti a Ebraismo, Buddhismo, Taoismo e Induismo.
Un libro che, pur facendo sorridere e ridere molto spesso, riesce davvero a travolgere ed emozionare!
Perciò Cri, questo è il mio regalo virtuale per te perchè penso che ti piacerebbe....magari lo hai già letto.... :-)


Ed ora ecco le mie 10 domande per voi, per chiunque vorrà raccogliere il mio invito e soddisfare le mie curiosità (potete farci un post sul blog o su facebook oppure solo semplicemente rispondere, anche parzialmente, qui nei commenti....o anche non farci niente :-) ):

1) Il libro che stai leggendo o che hai appena finito di leggere
2) Il libro più brutto che tu abbia mai letto
3) Meglio una stanza biblioteca dove tenere i libri tutti insieme o libri sparsi per tutta la casa?
4) Hai mai pensato di scrivere un libro? Che titolo avrebbe?
5) Il personaggio di un libro che senti molto affine
6) Qual'è il tuo autore preferito?
7) Preferisci acquistare libri in una libreria reale oppure in una libreria online?
8) Cosa pensi dello scambio di libri, anche attraverso Facebook o appositi siti tipo Bookmooch?
9) I 10 libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita
10) Dopo aver visto un film tratto da un libro, ti è mai capitato che un personaggio fosse proprio come lo avevi immaginato leggendo il libro?

Grazie Cri per avermi dato lo spunto per parlare di libri e.....grazie a chi vorrà a sua volta prendere spunto.....



domenica 7 febbraio 2016

Il libro di Yogurt e la bella iniziativa di Romy

Oggi vi voglio presentare Romy ed il suo bellissimo progetto. 


Quando, quattro anni fa, ho adottato i miei conigli "da carne", Lollo e Clio, non sapevo un granchè di conigli, così mi sono messa subito alla ricerca in rete di notizie ed informazioni utili sui bisogni dei conigli. I due siti che ho trovato più interessanti ed utili sono stati quello di La Collina dei Conigli, associazione di volontariato che si occupa di riabilitazione e adozione di conigli, cavie e altri piccoli animali recuperati da laboratori di sperimentazione e quello di Romy Carminati, Addestrare Conigli.

All'epoca non sapevo bene di cosa avesse bisogno un coniglio, cosa mangiasse, come comunicasse, quale fosse la sua vita sociale, ma soprattutto non immaginavo neanche lontanamente che i conigli potessero essere addestrati!
Navigando ed iscrivendomi al sito di Romy ho scoperto che, proprio come con i cani, è possibile fare giochi di attivazione mentale anche con i conigli e che esiste addirittura l'agility per conigli, percorsi ad ostacoli simili a quelli che si utilizzano per i cani, nei quali i conigli sono molto bravi! :D 
Iscrivendosi al sito di Romy si può ricevere gratuitamente un mini corso via mail: "Come addestrare il tuo coniglietto in 14 semplici passi".

Romy è un'operatrice esperta di etologia delle relazioni con gli animali e nel suo sito si possono trovare moltissime interessanti informazioni sui conigli e la loro vita emotiva.
Le sue competenze sono davvero molteplici......etologia relazionale, zooantropologia didattica e pet-therapy, Animal Touch e kinesiologia, per citarne solo alcune.

Sul sito "Addestrare Conigli" si trovano davvero tutte le notizie indispensabili per relazionarsi con un coniglio, oltre alle esigenze ed ai bisogni fisici dei conigli, come l'alimentazione, le cure veterinarie e l'ambiente più adatto per loro.
Ma la cosa più importante, a mio avviso, è che Romy riesce a trasmettere le potenzialità che può avere la relazione che possiamo stabilire con un coniglio, riesce a cancellare i pregiudizi che noi umani abbiamo spesso nei confronti di animali diversi, come i conigli.
Romy, attraverso la sua esperienza vissuta con Yogurt, spiega che è necessario cambiare approccio per riuscire davvero a capire la vita emotiva e sociale di animali diversi da quelli che solitamente consideriamo animali da compagnia, come i cani e i gatti. Ci insegna a considerare le differenze tra specie come un valore anzichè come un ostacolo e a rispettare gli animali nella loro soggettività.

Yogurt è un bellissimo coniglietto bianco che ha vissuto con Romy per sei anni e che ora è volato sul Ponte dell'Arcobaleno, è la mascotte di Addestrare Conigli ed è stato quello che lei definisce "il mio miglior amico.....l'unico che mi abbia insegnato la leggerezza del cuore, l'importanza dell'essere, del silenzio, dell'inutilità del giudizio."

Il progetto di Romy.

Romy ha un lodevole progetto che è quello di realizzare un luogo di pace ed armonia in cui ospitare animali maltrattati, abbandonati o provenienti da situazioni di disagio fisico e psicologico, come macelli e laboratori di ricerca. Come dice lei stessa: un luogo " in cui verrà loro offerta una seconda chance: la possibilità di vivere per tutto il resto della loro vita in sicurezza, in armonia con la natura e con le loro caratteristiche etologiche, ritrovando la gioia del sole, dell’aria, del terreno morbido sotto le zampe, di un rifugio e di relazioni che gli sono sempre state negate."
Il suo progetto prevede anche attività di pet-therapy affinchè questo luogo di pace ed armonia possa essere un punto di accoglienza non solo per animali ma anche per le persone con disabilità fisiche, sociali e comportamentali, che potranno trarre beneficio dalle relazioni che si verranno a creare con gli animali ospitati.

Perchè questo progetto?

Così risponde Romy: "Perché ciascuno di noi è venuto al mondo per un motivo ben preciso.
Il mio è quello di aiutare gli animali a ritrovare la dignità che meritano e ricordare alle persone che siamo tutti ospiti e fratelli su questo pianeta e che è ora di smetterla di pensare che per vivere ci debbano essere oppressori e oppressi, carnefici e vittime"

Il libro di Yogurt 

Per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione del suo progetto Romy ha scritto un libro dal titolo "Yogurt come un coniglio può cambiarti la vita", dedicato appunto a Yogurt, il suo coniglietto, con l'intento di mostrare "i conigli da una prospettiva diversa da quella cui sei stato probabilmente abituato, ti mostrerà il loro vero volto, che non è quello che hai nel piatto la domenica o che trovi al supermercato nudo e rannicchiato, ma è quello degli angeli: puro, innocente, amorevole, tenero, discreto, intelligente, sveglio, che si relaziona, che partecipa attivamente, che ama, che soffre."

Il libro NON è acquistabile in libreria, ma lo si riceverà in omaggio contribuendo alla causa per la realizzazione del progetto con una donazione di almeno 20 euro, tramite la piattaforma BuonaCausa.org. (trovate il banner per la donazione anche qui a destra, nella mia sidebar)

Insomma, se volete, come me, sostenere Romy ed il suo bellissimo progetto non vi resta che fare una donazione, di qualsiasi importo vogliate, perchè, come ha scritto Romy nella dedica del libro che mi ha inviato, l'oceano è fatto di tante gocce d'acqua, la spiaggia di tanti granelli di sabbia e allo stesso modo il vostro supporto sarà importante per realizzare questo progetto speciale.

Inoltre potrete ricevere il libro di Yogurt, che è carinissimo, pieno di foto bellissime, racconti e citazioni "toccanti".

Ecco qui qualche immagine del libro:






Nella speranza che siano in molti a sostenere questa causa, auguro di cuore a Romy di poter realizzare prestissimo il suo sogno, della cui realizzazione potranno beneficiare molti animali, umani e non.

giovedì 21 gennaio 2016

Art therapy per ritrovare l'equilibrio interiore




Come certamente molti hanno avuto modo di provare di persona, dipingere e disegnare è molto rilassante e terapeutico, il sistema nervoso entra in una fase di rigenerazione profonda e si libera di tensioni e conflitti.

Anche colorare è un metodo efficace per affrontare e superare disagi e conflitti, permettendoci di entrare in contatto con noi stessi e ritrovare l'equilibrio perduto.

Proprio su questo si basano i libri di art therapy, libri da colorare per adulti che negli ultimi tempi hanno riscosso grande successo.


Colorare un disegno è sempre stata considerata un'attività da bambini, ma negli ultimi anni si è scoperto che molti disturbi comuni possono trarre beneficio dall'arte di colorare, anche per gli adulti. Attraverso l'uso dei colori si esprime la propria creatività, combattendo così lo stress della vita quotidiana.

I libri di art therapy per adulti sono composti da immagini di ogni genere, disegni complessi ed elaborati pensati appositamente per aiutare a migliorare la qualità della vita....giardini fioriti, animali, foreste, mandala, disegni in stile giapponese o indiani e molti altri.


Quando coloriamo la nostra attenzione è completamente assorbita, scegliere i colori e restare all'interno dei contorni del disegno richiede la massima concentrazione e così tutti i problemi e le ansie vengono chiuse fuori dalla mente, che resta sgombra, i nervi si calmano e il corpo si rilassa.

Inoltre pare che colorare sia un vero e proprio allenamento per il cervello perchè coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali, quello sinistro, della logica, per seguire i contorni del disegno e quello destro, della creatività, per scegliere ed abbinare i colori.


Ovviamente i libri da colorare per adulti sono molto differenti da quelli per bambini, si tratta di immagini raffinate e complesse, con tratti sottili e difficili da colorare, realizzate spesso da veri e propri artisti. Spesso i disegni sono accompagnati da frasi su cui riflettere, divenendo così un vero e proprio percorso interiore.



Ovviamente chi lo ama fare può prima disegnare e poi colorare il proprio disegno, ma per chi si blocca all'idea di dover realizzare un disegno artistico e viene afflitto dall'ansia, la soluzione dei libri da colorare è perfetta!

Io ad esempio faccio parte di questo secondo gruppo di persone.....oltre ai disegni geometrici ed ai mandala, fare altri tipi di disegni non mi rilassa perchè non sono brava a disegnare e vengo quindi un po' assalita dall'ansia da prestazione, perciò ho trovato molto terapeutico colorare questi libri.

Scegliere le varie sfumature di colori da utilizzare libera la fantasia perchè l'obiettivo non è rendere il disegno realistico, ma permettere all'immaginazione di emergere, anche attraverso tinte non convenzionali. 
La scelta dei colori non è casuale, ma rispecchia il nostro stato d'animo del momento o quel particolare periodo della nostra vita.
Se ad esempio si scelgono colori accesi e vivaci, come il rosso ed il giallo, probabilmente si sta vivendo un periodo gioioso, ricco di emozioni positive, di ottimismo ed apertura verso gli altri e ci si sente pieni di energia.
Se invece si utilizzano colori freddi come il blu, il viola ed il verde  probabilmente significa che si è in una fase di contemplazione e si ha bisogno di calma e di riposo.
L'utilizzo di colori molto scuri come il nero ed il marrone indicano probabilmente che si è tristi, malinconici ed introversi.

L'art therapy è un modo di rimanere soli con se stessi ad ascoltarsi e prendersi cura di sè perchè stimola la creatività e sviluppa la capacità di trovare soluzioni creative ai problemi quotidiani, migliora la capacità di concentrarsi, migliora le abilità motorie, rilassa la mente, attiva uno stato simile a quello della meditazione.

Per dedicarsi all'esperienza dell'art therapy è indispensabile trovare il tempo e lo spazio in cui non essere disturbati, spegnere il telefono, respirare profondamente e liberarsi dai pensieri superflui. 
Quindi scegliere il disegno che più ci attrae in quel momento ed il tipo di colori da utilizzare, matite, pennarelli o altro ed iniziare a colorare concentrandosi solo sul momento presente.
Dopo aver terminato di colorare il disegno, osservare il risultato finale, percepire le sensazioni che ci ha dato colorarlo e che ci dà osservarlo e infine conservarlo affinchè possa in futuro, insieme ad altri, ricordarci le varie fasi della nostra vita attraverso il nostro percorso di art therapy.

Si possono trovare alcuni disegni davvero molto belli, i miei preferiti sono i mandala e le rappresentazioni della natura, alberi, animali, ma anche i disegni fantasy, fate e folletti.....
E voi avete mai provato a colorare? Quali sono i disegni che preferite?
Se invece non avete mai provato e volete dedicarvi all'art therapy, ecco qualche consiglio per gli acquisti....


mercoledì 25 novembre 2015

Dolci Vegan


Oggi vi voglio presentare un dolce libro di ricette, DOLCI VEGAN.

Si tratta di un ricettario nato dalla collaborazione di quattro donne innamorate dell'arte culinaria, Claudia e Anna, titolari del bistrot vegan Dulcamara a Verona, Paola, titolare del ristorante vegetariano Pepe Verde a Montecurto e Manuela del blog Vegeintable, che hanno unito le loro abilità e i loro stili per raccogliere in un unico volume tante ricette golose, originali, sane e senza alcun ingrediente di origine animale. 

Il libro ha inizio con una utilissima introduzione che descrive i più comuni ingredienti come la farina, spiegando la differenza tra i vari tipi di macinazione e gradi di raffinazione, lo zucchero ed i vari sostituti,  i vari tipi di lieviti e i molti modi di sostituire le uova, il latte e il burro.

Poi c'è una utilissima sezione sulle preparazioni di base come il pan di Spagna e la base per le crostate, ma anche il burro di arachidi e la crema pasticcera, tutto ovviamente in chiave vegan!


Ma la parte principale del libro è quella con le ricette dei tanti dolci che propone......biscotti, torte, dolci al cucchiaio e persino alcuni dolci crudisti come la millefoglie di pera con crema di anacardi e la marmellata di albicocche.


Tra le ricette di biscotti la mia preferita è quella dei baci di dama



e tra i dolcetti da colazione sono molto invitanti i croissant sfogliati.



Tra i dolci al cucchiaio sono sicuramente da provare la pannacotta alla vaniglia su salsa di more e la mousse al cioccolato fondente con crumble alle nocciole. 


Ma che dire delle torte? Una più golosa dell'altra!
La torta di farro con pesche amaretti e cioccolato, il pan di Spagna al cacao farcito con crema di zucca e arancia, la torta di carote al Garam Masala e la mia preferita, la torta agli agrumi con crema d'arancia!


Queste sono solo alcune delle tante ricette che troverete sul libro Dolci Vegan...

Se siete già esperti di cucina vegan, in questo libro troverete certamente nuove ricette originali da sperimentare e se invece vi siete appena affacciati sul mondo vegan o semplicemente siete curiosi di sperimentare una cucina senza crudeltà e salutare, questo libro può essere un ottimo compagno di viaggio, che vi aiuterà a constatare che vegan non significa senza golosità!

Insomma, un libro perfetto per smentire chi pensa che i vegani mangino solo cibi tristi e poco gustosi e che debbano necessariamente rinunciare ai dolci......
Provare per credere! :-)

Ecco, io ho già provato una ricetta.....i brownie con le noci, eccoli qua!


Soffici e golosi, perfetti per la colazione, per la merenda o per chiudere un pasto in dolcezza!

Il libro Dolci Vegan può essere ordinato via mail direttamente alla casa editrice, Moka Libri, all'indirizzo vendite@mokalibri.it e vi verrà recapitato direttamente a casa, senza alcun costo aggiuntivo.
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