domenica 18 agosto 2019

Sapone alla calendula

Era da parecchio che non mi dedicavo a fare saponi. 
Dai tempi dei mercatini (e quindi dai tempi delle superproduzioni :D ) mi era rimasta una grande scorta di saponi di ogni tipo e fragranza.
Nonostante la notevole scorta però, tra il nostro utilizzo in casa ed i regali ad amici e parenti,  i saponi stavano per finire e così, prima di restare senza, ho deciso di dedicarmi all'autoproduzione del mio sapone preferito, quello alla calendula.



Per me il sapone alla calendula è il "SAPONE" per eccellenza, delicato ed adatto a tutti i tipi di pelle!



Mentre lo facevo mi sono resa conto che non ho mai pubblicato sul blog la ricetta per questo meraviglioso sapone!



Perciò eccomi qui a rimediare :-)

Prima di tutto qualche nota sulla calendula, per chi ancora non conosce le proprietà di questo solare, coloratissimo e portentoso fiore.



La calendula ha prevalentemente proprietà antibatteriche, antinfiammatorie e cicatrizzanti, quindi è largamente impiegata per contrastare le infiammazioni cutanee, per favorire la cicatrizzazione delle ferite e per curare scottature ed ustioni.

Con i fiori di calendula è possibile preparare anche un ottimo oleolito, meraviglioso per la cura di bruciature e da utilizzare come doposole. Qui le indicazioni per prepararselo da sè.

Ora, se volete lanciarvi nell'autoproduzione di questo delicatissimo prodotto per l'igiene personale, il sapone alla calendula, procuratevi innanzitutto l'attrezzatura necessaria (vedi qui)

E poi gli ingredienti necessari:

OLII
  • olio di oliva 1000 g.
  • olio di ricino 150 g.
  • olio di coprah (cocco) 200 g.
  • oleolito di calendula 75 g.
  • oleolito di camomilla 75 g.

PER LA SOLUZIONE CAUSTICA
  • soda caustica 200 g.
  • acqua 450 g.

AL NASTRO

  • olio di germe di grano 45 g.
  • farina di riso 1 cucchiaino
  • petali di fiori di calendula 3 g.
  • olio essenziale puro di lavanda 5 g. 
  • olio essenziale di rosmarino 3 g.
  • olio essenziale di arancio 7 g.

Prima di procedere vi ricordo che la soda è caustica e può provocare gravi ustioni pertanto è necessario indossare i guanti, la mascherina e gli occhiali.

Inoltre per ottenere un buon sapone è indispensabile pesare tutto con assoluta precisione.

Per prima cosa pesare la giusta quantità di acqua e di soda in due contenitori di plastica resistente, quindi versare lentamente la soda nel contenitore con l'acqua, mescolando con un cucchiaio di plastica dura. Attenzione che in questa fase la soda raggiunge temperature molto alte e sprigiona vapori tossici!
Mettere da parte e lasciare che la soluzione caustica si raffreddi e raggiunga la temperatura di circa 45°.

Pesare gli olii in una pentola di acciaio e preparare tutti gli altri ingredienti che occorrono per la fase di nastro, così da averli già pronti quando sarà il momento, perché in questa fase la pasta di sapone tenderà a solidificarsi presto e quindi bisognerà addizionare gli ingredienti piuttosto velocemente.
Pesare quindi l'olio di germe di grano in una ciotolina alla quale aggiungere la farina di riso e gli olii essenziali.
Preparare anche i petali di calendula in un'altra ciotolina.

Quando la temperatura della soluzione caustica avrà raggiunto circa 55° procedere a riscaldare gli olii a fuoco lento. Fare attenzione a non riscaldare troppo gli olii, perché raggiungeranno la giusta temperatura di 45° in pochissimi minuti.

Quando gli olii e la soda avranno raggiunto entrambi la stessa temperatura di 45°, togliere gli olii dal fuoco e versare lentamente la soluzione caustica nella pentola con gli olii, mescolando con un cucchiaio di legno.
Dopo qualche girata passare ad amalgamare con il frullatore ad immersione. Man mano che si frulla la pasta di sapone cambierà consistenza, diventando sempre più cremosa e quando, alzando il frullatore e facendo colare il composto questo resterà qualche secondo sulla superficie prima di affondare, si sarà raggiunta la fase di nastro.

A questo punto aggiungere l'olio di germe di grano con farina di riso ed olii essenziali e dare qualche altra veloce frullata. 
Aggiungere poi anche i petali di calendula e mescolare delicatamente con il cucchiaio di legno. 

Non resta che colare il sapone negli stampi prescelti, coprire con pellicola trasparente e una coperta per mantenere il calore necessario alla fase di saponificazione.

Dopo circa 48 ore si potranno sformare i saponi e/o tagliarli se si è utilizzato uno stampo unico.
Quindi andranno lasciati stagionare in un luogo fresco e asciutto per circa due mesi, prima di poterli utilizzare.






Buona saponificazione :D


lunedì 29 luglio 2019

Ravioli di borragine tofu e noci

Una delle specialità tipiche della Liguria è quella dei buonissimi :P ravioli di borragine.



La borragine (Borago Officinalis) è una pianta spontanea commestibile tipica delle regioni mediterranee. Ha dei carinissimi fiori blu e le sue foglie sono ricoperte di una peluria leggermente urticante, che con la cottura sparisce. 
Ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, protettive del sistema cardiovascolare e riequilibranti del sistema ormonale femminile.



Solitamente utilizzo i fiori e le foglie di borragine per fare delle spettacolari frittelle (le adoro! Sono capace di mangiarne un vassoio intero tutto da sola :P ) che si preparano anche molto velocemente; basta tagliare grossolanamente fiori e foglie, unirli ad una pastella fatta di acqua, sale e farina e poi friggerle in poco olio finché diventano belle croccanti e dorate.

Ogni tanto mi dedico invece alla produzione dei ravioli ... lavoraccio eh, ma vale tutta la pena, ve lo assicuro!!!

Se volete provare questi ravioli di borragine in versione vegan, procuratevi:

Per la pasta
- 600 g di semola 
- 300 g di farina tipo 1
- 1 cucchiaino di sale
- acqua q.b. (io circa 450 g)

Per il ripieno
- 600 g di borragine
- 400 g di tofu
- 60 g di noci
- 2 cucchiai di lievito alimentare
- sale a piacere
- pepe a piacere

Con questi ingredienti otterrete circa 80 ravioloni, ma se volete potete prepararne una quantità minore riducendo proporzionalmente le dosi. 
Io preferisco farne in abbondanza e poi congelarli per averli pronti al bisogno; basta solo avere l'accortezza di metterli a congelare su dei vassoi e, una volta induriti, metterli nei sacchetti gelo, già nelle dosi desiderate, così da averli pronti all'uso. Io considero circa una decina di ravioli a persona per una porzione bella abbondante e li butto nell'acqua bollente ancora congelati.

Ecco come si procede per la preparazione:

Per prima cosa si pulisce e si lava la borragine, quindi la si fa sbollentare in pochissima acqua. 
Quando è cotta la si fa sgocciolare bene, poi la si tritura con una mezzaluna e la si mette in una ciotola.
Quindi si aggiunge il tofu frullato con il mixer e le noci triturate, il lievito alimentare, sale e pepe.
Si amalgama tutto per bene e si mette da parte.



Quindi si passa alla preparazione della pasta miscelando in una ciotola le due farine e il sale e poi versando l'acqua poco a poco e impastando, inizialmente dentro la ciotola e poi sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto liscio, compatto ed elastico.


Quindi, con l'aiuto della macchina per la pasta, si formano delle sfoglie dello spessore desiderato. Io ho usato lo spessore 4 della macchina Imperia perché se la pasta è troppo sottile il ripieno rischia di uscire durante la cottura.
Sul piano infarinato si poggiano le sfoglie appena fatte e, con l'aiuto di un cucchiaino si adagia il ripieno lungo la sfoglia (un cucchiaino per raviolo).


Si piega quindi la sfoglia su se stessa a ricoprire il ripieno, si preme con le dita ai lati tra un ripieno e l'altro per far uscire l'aria e si schiacciano tutti i bordi. Infine si ritagliano i ravioli con l'apposita rotellina.


Si adagiano quindi su un vassoio infarinato in attesa di cuocerli o di congelarli.


Questi ravioli sono molto buoni conditi con un sugo leggero di pomodoro, ma anche solo leggermente saltati in padella con burro vegetale e salvia.



Beh, buon appetito! ;-)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...