sabato 5 novembre 2016

Coltivare lo zafferano in giardino




Colora i nostri piatti di un bel giallo solare, ha un sapore molto particolare e delicato, è una delle spezie più apprezzate in cucina.....sto parlando del prezioso zafferano, il cui nome botanico è crocus sativus.
Prezioso perchè è ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo e anche perchè il suo prezzo è molto elevato, a causa delle modalità di raccolta.

Lo zafferano è originario dell'Asia e nel mondo è coltivato prevalentemente in India e in Iran, ma anche in Italia ci sono alcune coltivazioni, soprattutto in Sardegna, nelle Marche e in Abruzzo. 
I bulbi che coltiviamo nel nostro giardino arrivano dalla Sardegna, ce li hanno portati i miei genitori che vivono lì, nel Medio Campidano, zona sarda famosa per la coltivazione dello zafferano DOP.

Questa preziosa spezia, oltre ad essere molto saporita, è ricca di sostanze benefiche, regola la digestione, ha proprietà antiossidanti, riduce il colesterolo ed abbassa la pressione sanguigna.


Per produrre un chilo di zafferano occorrono 200 mila fiori che devono necessariamente essere raccolti e lavorati a mano, ecco perchè il suo prezzo è molto elevato.

Il periodo di raccolta dello zafferano va da ottobre a novembre, a seconda della zona e delle annate. In questo periodo, solo per una quindicina di giorni circa, dai bulbi dello zafferano nascono bellissimi fiori color viola-lilla con all'interno tre stimmi rossi, dai quali si ricava lo zafferano.
Noi li stiamo raccogliendo da una quindicina di giorni e purtroppo stanno già per finire la fioritura!



Ogni bulbo produce dai 3 ai 7 fiori, che vanno raccolti al mattino presto, prima che si aprano e i raggi del sole raggiungano gli stimmi.
Una volta raccolti, dai fiori si asportano delicatamente gli stimmi che vanno subito messi a seccare, per mantenere inalterate le proprietà organolettiche. Io li metto nell'essiccatore per circa 12 ore alla temperatura di 40 gradi, ma si possono anche far essiccare nel forno a temperatura molto bassa.



Gli stimmi essiccati si conservano in barattolini di vetro chiusi, in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce, affinchè non perdano le loro proprietà.


I fiori, dopo aver tolto i pistilli, sono troppo belli per essere gettati.
Io li metto in una ciotolina con poca acqua e dopo un paio d'ore si aprono, sfoggiando il loro meraviglioso colore e regalandoci il loro delicato profumo.....sapevate che sono fiori anche molto profumati? 
 


Per usare in cucina lo zafferano così ottenuto non è necessario macinarlo, ma basta mettere qualche pistillo essiccato in ammollo per un'oretta in qualche cucchiaio di acqua calda e poi utilizzare nelle ricette sia l'acqua che i pistilli.

Coltivare lo zafferano nel proprio orto o giardino non è per nulla difficile, basta avere un'aiuola da destinargli ed interrare almeno una cinquantina di bulbi.

Lo zafferano si può coltivare più o meno in tutta Italia, perchè non teme il gelo, nè la siccità in estate. Il terreno più adatto pare sia quello ben drenato, mentre i terreni argillosi, che tendono a creare ristagni d'acqua, non sono molto indicati, ma basta avere l'accortezza di dedicare ai bulbi di zafferano un'aiuola in leggera pendenza, come abbiamo fatto noi che abbiamo un terreno argilloso, così che l'acqua piovana in eccesso possa defluire.

I bulbi non devono essere troppo piccoli, ma devono avere un diametro di 3-4 centimetri e vanno interrati ad agosto, ad una profondità di circa 10 centimetri e distanziati tra loro di circa 7-8 centimetri.
E' meglio evitare di acquistare bulbi cresciuti in serra, mentre è preferibile rivolgersi a qualche produttore italiano di zafferano, così da avere bulbi più forti e produttivi.

Le coltivazioni di zafferano possono essere annuali o poliennali.
Nelle coltivazioni annuali ogni anno, tra luglio ed agosto, si estraggono i bulbi dal terreno, un po' come si fa con le patate. Ogni anno i bulbi si moltiplicano di circa il 50%, ma alcuni si dovranno scartare perchè danneggiati. Una volta fatta questa cernita si ripongono al buio fino alla fine di agosto, finchè verranno reinterrati, possibilmente in un altro terreno.
Nelle coltivazioni poliennali invece si lasciano i bulbi interrati nello stesso terreno anche per 5 anni, cosa che può essere un po' rischiosa per via delle malattie funginee, ma richiede molto meno lavoro.

Noi, essendo generalmente a favore della naturalizzazione delle piante, abbiamo optato per la coltivazione poliennale e ormai i nostri bulbi sono interrati nella stessa aiuola da 4 anni  e la produzione non sembra risentirne, nonostante la stessa aiuola sia anche condivisa con rucola selvatica e altre erbette spontanee.....anzi forse proprio per questo la produzione non ne risente, perchè c'è una certa sinergia :-)


Lo zafferano non necessita di innaffiature, se non nel periodo che precede la fioritura, verso settembre, e in primavera, periodo in cui si moltiplicano i bulbi, ma solitamente in questi periodi le piogge sono sufficienti.

Lo zafferano non teme particolari malattie o insetti, tranne le lumache che possono danneggiare i fiori e una particolare malattia fungina che può colpire i bulbi.

Dalla mia esperienza vi posso dire che lo zafferano è davvero semplice da coltivare, non richiede particolari cure e la sua coltivazione regala grandi soddisfazioni e varrebbe la pena anche solo per i bellissimi fiori che produce......... ma poi volete mettere il gusto di mangiare un buon risotto con lo zafferano autoprodotto?!??!???


Risotto allo zafferano

ingredienti per due persone:
220 gr di riso integrale ribe
1 scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco secco
20 gr di lievito alimentare
20 gr di burro di soia
olio EVO
brodo di verdure oppure di dado in polvere autoprodotto
10/12 pistilli di zafferano

Mettere in ammollo lo zafferano in una tazzina di acqua calda per circa un'ora.
Preparare un brodo con verdure fresche (carote, cipolle, sedano) oppure con 2 cucchiaini di dado autoprodotto.
Tritare lo scalogno e farlo imbiondire in padella con 2 cucchiai di olio. Dopo qualche minuto aggiungere il riso e farlo tostare leggermente.
Sfumare con il vino e poi proseguire la cottura aggiungendo il brodo man mano che si consuma.
Quando mancano 10 minuti al termine della cottura, versare nella pentola i pistilli di zafferano con tutta l'acqua di ammollo e mescolare bene.
Aggiustare di sale e a fine cottura mantecare con burro di soia e lievito alimentare.


sabato 29 ottobre 2016

Riso exotic style

Adoro la cucina esotica, l'agrodolce, l'utilizzo della frutta nella preparazione di primi e secondi.

Soprattutto il riso......con le fragole, con l'uvetta e poi questo riso che vi propongo oggi, in stile decisamente esotico, con latte al cocco, ananas,  peperoni, mandorle e tempeh.


In questa preparazione ho usato un riso particolare, il rosso Javanica, dal chicco lungo e sottile, 



ma altre volte ho utilizzato altri tipi di riso come il basmati o il thai che rendono ugualmente benissimo in quanto molto profumati.
L'importante è utilizzare un riso dai chicchi lunghi e non troppo "colloso".

Per la cottura del riso si può utilizzare il latte di cocco, oppure, per un gusto più delicato, il latte di riso al cocco. Io avevo in frigo un cartone aperto di latte di riso al cocco che avevo usato per fare una buonissima ciambella cioccolato e cocco e così ho utilizzato quello.

Il tempeh si può utilizzare quello confezionato oppure, per un gusto davvero speciale, quello homemade, semplicissimo da preparare, qui la ricetta :-)

La pentola ideale per questa preparazione è il wok, possibilmente di ghisa, una speciale padella molto utilizzata nella cucina orientale dalla forma semisferica che, avendo la caratteristica di trattenere a lungo il calore, consente cotture brevi e con l'utilizzo di poco olio.

E ora veniamo alla ricetta :D

Ingredienti:

- 150 gr di riso integrale (per me rosso)
- 400 ml di latte di cocco (per me latte di riso al cocco)
- 1 peperone rosso
- 1 piccola cipolla bionda 
- 1/4 di un ananas fresco
- 30 gr di mandorle pelate
- 150 gr di tempeh
- shoyu q.b.
- olio evo

Preparazione:

Mettere il latte in un pentolino, accendere il fuoco e portare a bollore. Versare quindi il riso nel latte e lasciar cuocere il tempo necessario a fuoco basso. 
Durante la cottura il latte verrà assorbito dal riso.

Nel frattempo scaldare il wok.

Pulire e tritare la cipolla e quando il wok si sarà scaldato bene versare poco olio e poi la cipolla tritata.

Pulire il peperone, tagliarlo a piccoli pezzetti e aggiungerlo nel wok, insieme alla cipolla.

Pulire l'ananas, tagliarlo a pezzettini e aggiungere anch'esso nel wok. 


Far rosolare qualche minuto, finchè il succo rilasciato dall'ananas si sarà assorbito, quindi aggiungere lo shoyu, che insaporirà sostituendo il sale. 

Nel frattempo tostare leggermente le mandorle in un padellino
con poco olio e poi versarle nel wok.



Tagliare il tempeh a piccoli cubetti ed aggiungerlo agli altri ingredienti già nel wok.




Quando il riso sarà quasi cotto ed avrà assorbito quasi tutto il latte versarlo nel wok e lasciare insaporire cinque minuti a fiamma media insieme agli altri ingredienti.


Impiattare e gustare :P



martedì 18 ottobre 2016

Playing for Change, musica che unisce

Finalmente la nostra Maja sta meglio, molto meglio!
Anche gli esiti degli esami del sangue sono molto positivi :-)
Questo ultimo periodo è stato davvero impegnativo ma ne è valsa sicuramente la pena! 
I rimedi omeopatici sono stati portentosi, anche per attenuare gli effetti collaterali dei farmaci più "pesanti" che abbiamo usato per sconfiggere la leishmaniosi.
Vederla nuovamente vivace e giocosa ci rende felicissimi, anche se sappiamo che la strada è ancora lunga e che forse resterà un cane con qualche problema di salute da tenere perennemente sottocchio.

Durante tutto il periodo di convalescenza di Maja, oltre ad avere utilizzato l'energia dei cristalli, ad aver diffuso nell'aria gli olii essenziali e ad averle fatto reiki (quando riuscivo a liberare la mente dai troppi pensieri :-( ), è stata anche molto di aiuto la musicoterapia. Tutte le nostre giornate erano accompagnate da un sottofondo musicale rilassante, alternando la musica classica alle melodie guaritrici con i suoni della natura. 
La musica aiuta a riequilibrare le nostre energie sia sul piano mentale che emozionale e finalmente gli effetti terapeutici della musica sono accertati anche nell'ambiente medico.
La musica è armonia, è bellezza, è arte, è energia terapeutica e scatena sempre grandi emozioni, entrando in contatto con la nostra anima.

Solitamente cerco la musica da ascoltare in casa su Youtube, in base alla voglia musicale del momento e proprio grazie a Youtube ho scoperto tempo fa Playing for Change.....lo conoscete?





Playing for Change è un progetto nato nel 2002 con lo scopo di mettere in collegamento musicisti di tutto il mondo per portare un messaggio di pace attraverso la musica. 

La Playing for Change Foundation è un'organizzazione non a scopo di lucro che si prefigge di creare e supportare scuole musicali soprattutto in Paesi in via di sviluppo.
Con apparecchiature mobili, che fungono da studio di registrazione, una troupe si reca in varie parti del mondo, registrando le performance di musicisti di strada che eseguono la stessa canzone interpretata nel proprio personale stile e con strumenti tipici delle varie culture. Le varie registrazioni vengono poi assemblate in un unico video che proprio per la sua natura multietnica diventa molto suggestivo.
Il video che ha avuto sicuramente il maggior successo è il primo, quello di Stand by Me, che assemblava 35 diverse versioni di altrettanti musicisti provenienti da 10 diversi Paesi, ma i brani interpretati dalla Playing for Change Band sono moltissimi e spaziano dalla musica rock a quella blues, dal soul al pop, con brani di autori come John Lennon, Bob Marley, Bob Dylan e molti altri.


Il gruppo musicale di Playing for Change è formato essenzialmente da talentuosi musicisti di strada che provengono da molti Paesi e culture diverse, ma che attraverso la musica parlano tutti la stessa lingua. 
Come si legge sul loro sito il pensiero che ha ispirato il progetto è quello che la musica ha il potere di abbattere i confini e superare le distanze tra le persone.
Il gruppo musicale è impegnato anche in tour internazionali per diffondere un messaggio di pace, amore e speranza.
Nel 2009 hanno anche pubblicato il primo CD "Playing For Change: Songs Around the World” che contiene 10 canzoni e un DVD con un documentario girato in varie parti del mondo e contenente performance ed interviste agli artisti, oltre ad illustrare le attività della Playing for Change Foundation.
Nel 2010 è stato pubblicato Playing for Change Live”, album dal vivo di artisti provenienti da tutto il mondo e nel 2011 “Playing For Change 2: Songs Around the World” CD e DVD con un documentario sul movimento.
Qui si trova l'elenco dei musicisti di Playing for Change e le loro biografie.

A me piace moltissimo questo progetto e adoro guardare i loro video ed ascoltare la loro musica. 
In questo periodo in cui sto cercando di ritrovare un po' di serenità mi aiuta tantissimo ascoltare e guardare questi grandi musicisti che, seppur lontani e sparsi per il mondo, suonano e cantano un'unica melodia, uniti dalla musica che riesce davvero ad eliminare le distanze.
Una delle mie canzoni preferite in assoluto è Imagine di John Lennon e l'interpretazione di Playing for Change è meravigliosa perchè realizza proprio il senso del suo testo che aspira ad un Mondo unito nella pace e nella fratellanza!


Se ancora non conoscete Playing for Change e vi va di ascoltare qualche loro interpretazione, vi lascio i link dei brani che, a mio avviso, sono tra i più emozionanti: 

Clandestino
One Love
What a Wonderful World 
Redemption Song
No More Trouble
Don't Worry
United 
Don't Worry Be Happy


 


 
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