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domenica 5 novembre 2017

La nostra libertà finisce dove comincia la loro



Non molto tempo fa un mio contatto di Facebook ha pubblicato un suo pensiero sui vegani, dicendo che li considera estremisti nel loro voler convincere tutti a non mangiare più carne e sostenendo che ognuno deve essere libero di mangiare come vuole. Il suo pensiero era un po' più articolato, ora non ricordo esattamente le parole, ma il senso era questo.

Solitamente non commento questo genere di post per non farmi coinvolgere in polemiche inutili. 
Perchè la mia scelta di essere vegan è dettata dall'Amore, per gli animali, per il pianeta, per me stessa e per tutta l'umanità e l'energia "fumosa" scatenata dalle polemiche allontana sempre un po' dall'Amore e dal "sentire" del cuore. 
E' una scelta che sento molto importante e trovarmi a polemizzare su questo non è quello che voglio. Preferisco cercare di risvegliare la consapevolezza delle persone facendo leva sulla loro empatia, mostrando loro come anche gli animali considerati da "carne" siano sensibili, intelligenti e con una intensa vita sociale ed abbiano lo stesso diritto alla vita di ogni altro essere vivente.


Ma tornando al post su Facebook della mia amica virtuale, siccome la considero piuttosto evoluta e non trovandomi quindi di fronte al solito ottuso di turno, quella volta ho voluto commentare per cercare di far capire che la libertà di ognuno di mangiare quello che si vuole, di cui parlava lei, in realtà implicava mangiare "qualcuno", un essere senziente, e quindi privare lui della sua libertà, arrogandosi il diritto di imprigionarlo ed ucciderlo. 
Vabbè, come si può facilmente immaginare, la polemica un po' c'è stata, mio malgrado ed io non sono riuscita a far capire pienamente il mio punto di vista, quello dettato dall'Amore di cui parlavo prima, non sono riuscita a spiegarmi con il cuore aperto, non sono riuscita a comunicare, come si dice, da cuore a cuore.


E così mi è venuta voglia di scrivere un post, dedicato a tutti quelli che pensano che i vegani siano estremisti, un post per descrivere il punto di vista di chi, come me, si sente impotente davanti alla sofferenza ed alla morte di milioni di animali innocenti, sterminati ogni minuto nel mondo! Voglio cercare di spiegare quella disperazione che spinge un vegano a voler convincere tutti a non essere più complice di tutta quella sofferenza e che lo fa sembrare estremista agli occhi di qualcuno.
Voglio provare a raccontare quello che "sento" io, che credo possa essere lo stesso "sentire" di chi ha fatto la scelta vegan principalmente per motivi antispecisti (quelli salutisti sono tutta un'altra storia...e più avanti vi dico il perchè).

Innanzitutto tengo a chiarire che non è mia intenzione giudicare nessuno e che questo mio post ha come unico scopo quello di condividere il mio personalissimo punto di vista sulla questione antispecista ed il mio coinvolgimento emotivo a questo riguardo.
Penso che ognuno di noi sia innegabilmente sul suo personale percorso evolutivo e sono ben consapevole, per esperienza personale, che ognuno ha i suoi tempi per ogni cosa.
Dico "per esperienza personale" perchè ho ancora ben chiaro nella memoria di come una decina di anni fa, parlando con una mia cara amica che non mangiava carne, fossi ancora convinta che non c'era niente di male a mangiare carne, a patto che gli animali non fossero allevati in maniera intensiva e vivessero una vita decente.
E questo nonostante avessi già visto molti filmati sulla sofferenza animale per la produzione di carne, uova e latte!
Ma la carne la mangiavo fin da bambina, mi piaceva ed ero convinta che la sofferenza degli animali derivasse esclusivamente dalla forma intensiva degli allevamenti e non dallo sfruttamento in sè, con tutto quello che comporta.
Poi, solo un paio di anni dopo, ho visto (che è diverso da "guardato" ;-) ) il documentario "Earthlings" e in me è scattato qualcosa, ho sentito un "click" dentro di me e, dopo aver letteralmente singhiozzato per tutta la durata del film, ho deciso che non avrei mai più mangiato ed  utilizzato nulla che comportasse sfruttamento degli animali!


Ho sempre amato gli animali, fin da piccolissima. Ricordo ancora nitidamente il mio pianto disperato di quando a sei anni, tirando una pietra, accidentalmente colpii una lucertola alla quale si staccò la coda e ci volle parecchio a placare il mio senso di colpa e a convincermi che la lucertola  non sarebbe morta e che la coda sarebbe ricresciuta. Ricordo anche i miei pianti per convincere i miei genitori a concedermi di avere un cane. Ogni cane incontrato per strada era mio amico e non potevo fare a meno di sorridergli ed accarezzarlo (lo faccio ancora :-) ) A chi mi chiedeva cosa volessi fare da grande rispondevo: la veterinaria! :-)
Ma culturalmente mi era stato inculcato che la carne faceva bene, che fosse necessario mangiarla e che gli animali fossero stati creati appositamente per servirci...l'importante era trattarli bene, ma poi era normale sfruttarli e mangiarseli...con tutte le assurde argomentazioni che solitamente vengono portate a sostegno di questa teoria...la catena alimentare alla quale noi siamo in cima, siamo carnivori perchè abbiamo i canini, se non li mangiassimo sarebbero troppi, il latte e le uova vengono prodotti comunque e non mangiandoli andrebbero sprecati, ecc. ecc. 

Ma ci sono animali di serie A ed animali di serie B, perchè chi solitamente sostiene queste argomentazioni non mangerebbe mai un cane o un gatto, perchè nel nostro mondo occidentale è considerato normale mangiare vitelli e maiali ma non cani e gatti. Ma per un cinese è altrettanto normale mangiare cani e gatti, cosa per la quale noi solitamente ci scandalizziamo moltissimo. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, che differenza c'è, da un punto di vista emotivo,  tra un cane e un vitello o tra un maiale e un gatto? Io dico che non c'è nessuna differenza perchè tutti soffrono nella stessa maniera! 
E' solo una questione culturale, è il contesto in cui viviamo che ci induce a considerare normale una cosa piuttosto che un'altra.
 

Se riusciamo però ad andare oltre i condizionamenti culturali e a lasciare più spazio alla nostra coscienza possiamo acquisire una maggiore consapevolezza e percepire in maniera diversa ciò che prima davamo per scontato. Se pensiamo autonomamente, con la mente ed il cuore aperti, senza preconcetti e condizionamenti culturali e soprattutto commerciali (gli interessi economici dietro la produzione di carne e derivati animali sono enormi!), sappiamo istintivamente, nel profondo del nostro cuore, quello che è giusto e quello che è sbagliato.
Ma perchè questo avvenga forse deve scattare qualcosa dentro di noi, deve esserci quel click di cui parlavo sopra, deve essere il momento giusto per noi, quel momento in cui la nostra coscienza si apre a nuovi orizzonti e ci fa percepire le cose diversamente.
Ad esempio, come accennavo prima, quel click per me è avvenuto otto anni fa, durante la visione di Earthlings, un documentario strutturato in maniera davvero perfetta per mettere in luce la nostra totale dipendenza dagli animali in ogni settore e per mostrare fino a dove ci siamo spinti arrogandoci il diritto di sfruttarli in ogni campo, da quello alimentare a quello dell'abbigliamento, da quello della sperimentazione scientifica a quello del divertimento.
Dopo la visione di questo film le mie convinzioni sono crollate, non ho più potuto far finta di nulla e non ho potuto fare a meno di rivoluzionare la mia vita, domandandomi come avessi potuto, fino ad allora, essere così cieca!

A mio parere, sul tema del mangiar carne ed altri alimenti di origine animale, la maggior parte delle persone è disinformata su due fronti.

Il primo è quello della mancanza di conoscenza degli animali "da reddito", la mancanza di contatto e di interazione con loro. La maggior parte di noi non ha neanche mai visto una mucca o un maiale e non ha nessuna esperienza di relazione con questi animali. 
Gli animali sono lontani, nascosti dentro capannoni, non li vediamo, non li sentiamo e non abbiamo alcun contatto con loro.
Non abbiamo idea di quanto sia morbido il pelo di un vitellino o quanto sia ruvida la sua lingua che ci lecca una mano, neanche immaginiamo la sofferenza di una mucca e del suo vitello per la separazione che avviene subito dopo la nascita, non sappiamo nulla dell'intelligenza di un maiale, non conosciamo il bisogno di socialità di una gallina o di un coniglio.
Questa mancanza di conoscenza è, a mio avviso, la causa principale della nostra scarsa empatia nei confronti di questi animali. 
Proviamo ribrezzo nei confronti dell'usanza cinese di mangiare cani e gatti e proviamo empatia per quei poveri animali ammassati nelle gabbie che vediamo in foto e filmati, solo perchè abbiamo esperienza della loro socialità, della loro capacità di provare emozioni e del loro relazionarsi con noi. 
Ma cosa succederebbe se dessimo la stessa possibilità di interagire con noi anche agli animali da allevamento? Potremmo scoprire che hanno una vita emotiva molto ricca, che sono intelligenti, che provano paura e che vogliono vivere, esattamente come noi. E allora riusciremmo forse a provare la stessa empatia vedendo una scrofa da riproduzione rinchiusa in una gabbia dove non può neanche girarsi o vedendo galline rinchiuse in gabbie sovrapposte grandi quanto una scatola di scarpe o ammassate a migliaia in capannoni, costrette a camminare sui corpi agonizzanti delle loro compagne, a volte già cadaveri, oppure forse proveremmo la stessa empatia per quei piccoli maialini castrati senza anestesia o per quei pulcini tritati vivi, solo perchè hanno avuto la sfortuna di nascere maschi.



Il secondo fronte di disinformazione è quello di cosa accade realmente negli allevamenti, per il 99% intensivi, e nei macelli. Non sappiamo nulla di come gli animali vengono allevati, quanto vivono, come vengono trasportati al macello e come vengono uccisi.
Gli allevamenti ed i macelli sono lontani dai centri abitati così che nessuno possa nè vedere nè sentire. 
In questi luoghi gli animali vengono fatti nascere, attraverso inseminazione artificiale, per essere ingrassati e poi macellati, tagliati a pezzi ed impacchettati. E questo succede anche negli allevamenti biologici.
Negli attuali allevamenti industrializzati gli animali sono costretti a vivere incatenati o chiusi in gabbie sovraffollate, privati della minima libertà di movimento, mutilati e sottoposti a costanti terapie antibiotiche ed ormonali. Capannoni costantemente illuminati, nei quali per loro è persino difficile dormire.
 
Negli allevamenti le mucche da latte vengono inseminate artificialmente in maniera continuativa (trascorrono in gravidanza nove mesi ogni anno!) e i vitelli, affinchè non bevano il latte a noi destinato, vengono separati dalla madre poco dopo la nascita, rinchiusi in minuscoli box ed alimentati in maniera inadeguata affinchè siano anemici e la loro carne resti bianca. E dopo pochi mesi di questa misera vita, vengono macellati.


Le loro madri invece vengono costrette a produrre una quantità di latte pari a 10 volte quella che sarebbe necessaria al vitello e per questo vengono alimentate con una dieta ricca di proteine concentrate, che provoca acidosi, causa di zoppie nel 25% delle mucche di questi allevamenti. All'età di cinque o sei anni, ormai stremate, queste mucche vengono macellate; si tenga conto che in natura una mucca vivrebbe circa 20 anni.
Le cose non vanno meglio negli allevamenti di galline ovaiole, dove i pulcini maschi, in quanto non produttivi, vengono gettati vivi in un tritacarne o soffocati in buste di plastica. Ai pulcini femmina, che finiranno quindi a produrre uova, viene tagliato il becco per impedire loro di beccarsi l'un l'altra a causa dello stress; questa operazione è così dolorosa che molti pulcini muoiono per lo shock. In questi allevamenti le povere galline sono costrette a vivere in gabbie piccolissime, con conseguente atrofizzazione delle ali e deformazione delle zampe e, a circa due anni, quando diventano poco produttive, vengono sgozzate per diventare carne di seconda scelta.


I polli da carne invece sono allevati in capannoni affollatissimi, con la luce sempre accesa affinchè crescano in fretta. A 45 giorni vengono uccisi, mentre in natura vivrebbero fino a 7 anni. 


E per concludere questa loro non-vita gli animali vengono portati al macello, trasportati ammassati nei camion, sfiniti dopo viaggi estenuanti, senza nè cibo nè acqua, immersi nei loro escrementi.  
Se un animale cade durante il trasporto, spesso non riesce a rialzarsi a causa del sovraffollamento e viene calpestato dagli altri animali, subendo fratture alle zampe o al bacino; questi sfortunati che non sono più in grado di camminare, una volta arrivati a destinazione, vengono trascinati fuori dai camion agganciati agli arti fratturati, in preda a dolori lancinanti. 
Gli altri, dopo essere scaricati dai camion, vengono costretti ad avanzare negli stretti corridoi verso la macellazione, spinti con oggetti contundenti e pungoli elettrici, mentre guardano impotenti e terrorizzati i loro compagni, massacrati prima di loro, sentendo l'odore del loro sangue. 


I macelli sono sempre nascosti alla vista del pubblico perchè per poter convincere le persone a nutrirsi di animali, si deve allontanare il pensiero della loro uccisione, ci deve essere separazione tra l'immagine dell'animale vivo e la sua carne da infilzare con la forchetta, tanto che questa separazione può anche diventare lessicale, ad esempio in inglese si utilizzano due parole diverse per indicare il maiale vivo e la sua carne: pig e pork. 
Se ciascuno dovesse ammazzare da sé gli animali che mangia, sicuramente la maggior parte delle persone non mangerebbe affatto carne. Infatti siamo ben contenti di delegare qualcun altro per questo compito. 
Chi lavora nei macelli è costretto a mettere in atto un meccanismo psicologico inconscio di difesa attuando un processo di desensibilizzazione che lo porta a ridurre l'essere vivente allo stato di "cosa" e che gli permette così di essere emotivamente indifferente verso quegli animali  .
Molte sono le testimonianze di chi ha lavorato nei macelli e ad un certo punto ha "sentito" l'orrore di quello che avveniva in quei luoghi. I loro racconti sono quelli di chi ha visto scrofe gravide venire letteralmente squarciate, con i feti che fuoriuscivano insieme a budella e sangue, contorcersi appese ad una zampa o di chi ha sentito le urla strazianti degli animali, ancora coscienti, sventrati, appesi a testa in giù.

Quando si parla del mangiare o meno carne, solitamente ci si dimentica dei pesci; stranamente la maggior parte delle persone non considera i pesci come animali capaci di provare dolore. Forse, siccome non sentiamo le loro urla, pensiamo che non soffrano quando muoiono, soffocati, spesso dopo lunga agonia o quando vengono gettati ancora vivi nell'acqua bollente, come succede alle aragoste.
Invece i pesci hanno un sistema nervoso complesso e, come hanno dimostrato i risultati di studi scentifici internazionali, provano paura e dolore proprio come noi e come gli altri animali. Alcuni sono anche molto intelligenti, come ad esempio il polpo, che è in grado di compiere azioni complesse.
Ormai anche i pesci, che in natura nuoterebbero per molti chilometri ogni giorno, vengono allevati in allevamenti intensivi, tenuti in spazi molto ristretti e riempiti di farmaci affinchè crescano velocemente e non rischino malattie causate proprio dal sovraffollamento. Per quanto riguarda invece i pesci pescati in mare, con le reti a strascico, dobbiamo sapere che un terzo di loro muore spesso inutilmente in quanto, rimasti intrappolati nelle reti ma considerati di scarto, vengono ributtati in mare già morti.  
I pesci sembra purtroppo che occupino un gradino ancora più basso nella nostra scala della compassione e la loro sofferenza ci fa ancora meno effetto di quella degli altri animali.



Nella nostra società l'essere umano è considerato il centro dell'universo, superiore a tutti gli altri esseri di questo pianeta e quindi in diritto di dominare chi considera inferiore, ma la nostra evoluzione dovrebbe portarci a capire che siamo tutti ospiti della nostra Madre Terra con pari diritto alla vita e ad essere rispettati nella nostra natura.
Essere vegan significa sostanzialmente far proprio questo basilare principio. Essere vegan non è quindi solo una questione di dieta o di stile di vita, ma una questione legata al nostro percepire noi stessi e tutti gli altri animali, umani e non, in una posizione di parità.
Chi sceglie una dieta vegana perchè mangiare carne e prodotti animali fa male alla salute (e su questo ormai non c'è più alcun dubbio!), non lo fa per quel rispetto dovuto agli altri animali ed alla Madre Terra di cui parlavo prima, ma lo fa preoccupandosi solo della sua salute, continuando a considerare se stesso, e quindi in senso più ampio l'Uomo, al centro dell'Universo, continuando a sentirsi superiore.

A questo proposito vi riporto un esempio molto significativo che ho trovato durante le mie ricerche e che mi ero appuntata, ma che non riesco più a ricondurre alla fonte (se qualcuno lo riconosce come suo me lo faccia sapere e indicherò più che volentieri la fonte :-) ):


"Un bambino prende a calci la compagna di banco e la maestra subito lo riprende dicendo di smetterla immediatamente. Il bambino, visto che si diverte un mondo, chiede il perché, perché mai dovrebbe smetterla? E la maestra, allora, gli risponde che prendendo a calci la compagna di banco si fa male ai piedi, gli verranno i lividi e, addirittura, potrebbe diventare zoppo.
Perché una risposta del genere farebbe accapponare la pelle?

Ovvio, no? Si tratta di una risposta che non tiene minimamente conto che la compagna di banco è una bambina anche lei, che soffre, che ha una sua vita, una sua sensibilità, un suo modo di esprimersi e di stare al mondo. La compagna di banco viene letteralmente annullata, è come se non esistesse, diventa un oggetto. Per trasformare una persona in un oggetto basta non considerare più la sua sensibilità, il suo essere soggetto di una vita, la sua capacità di percepire e di emozionarsi. È facile, no? A questo punto, è come se quel bambino prendesse a calci un oggetto e la maestra gli dicesse di smetterla perché quell'oggetto è duro e gli farà male. Ma se l'oggetto fosse un cuscino non ci sarebbero problemi, si potrebbe continuare a prenderlo a calci!"

Smettere di mangiare carne solo perchè fa male alla salute significa considerare gli animali al pari di oggetti, come la compagna di banco dell'esempio qui sopra e alla stessa maniera continuare a non considerare la loro sensibilità e la loro capacità di percepire ed emozionarsi pensando che, se non facessero male alla nostra salute, potremmo continuare a mangiarli.


Ecco perchè dicevo, all'inizio del post, che la motivazione salutista  è tutta un'altra storia!

Mentre chi ha fatto la scelta vegan per motivi etici ed antispecisti e quindi non considera inferiori individui appartenenti ad una specie diversa, ha come obbiettivo la liberazione animale, desidera un mondo senza più allevamenti, senza più circhi, senza più vivisezione, senza più gabbie di nessun tipo, desidera un mondo in cui gli animali non siano più usati per i bisogni ed il divertimento degli umani.
Per ottenere questo nuovo mondo è ovviamente necessario un cambiamento di mentalità della società, una nuova coscienza collettiva, ma questa trasformazione è un processo lungo e difficile. Per arrivare a questo passaggio, a questa nuova coscienza collettiva, credo che il primo passo sia da fare in prima persona, credo sia indispensabile cambiare innanzitutto la nostra coscienza individuale, credo che ognuno di noi possa fare una enorme differenza e possa contribuire, con le proprie scelte quotidiane, alla creazione di questo nuovo mondo. Si tratta di rimettere in gioco il nostro modo di essere ed orientarci verso una cultura della solidarietà, dell'empatia, della comprensione dell'altro, al di là delle specie.


"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" ... diceva Gandhi.


Ecco perchè noi vegani cerchiamo di convincere quante più persone possiamo a non mangiare più carne, sembrando a volte estremisti ...
perchè il nostro cuore è connesso a quello dei 170 miliardi di animali sterminati ogni anno nel mondo, i nostri occhi vedono quello che vedono gli occhi terrorizzati degli animali nei macelli, le nostre orecchie sentono le loro grida di paura e ne percepiamo intimamente, nella nostra anima, tutta la sofferenza.

E se pensate, come la mia amica virtuale, che ognuno deve essere libero di mangiare come vuole senza che nessun altro ne abbia qualcosa a ridire, riflettete su questa famosa frase di Martin Luther King: "la mia libertà finisce dove comincia la vostra" e quindi sul fatto che la vostra libertà di mangiare come volete dovrebbe finire dove comincia la libertà degli animali che mangiate.
Riflettete sul fatto che non si tratta semplicemente di una scelta alimentare, ma che ci troviamo di fronte ad una ingiustizia di dimensioni apocalittiche, un enorme crimine etico collettivo dinnanzi al quale tutti sarebbero indignati, se solo se ne rendessero conto, avendo quindi molto da ridire!
Noi vegani vorremmo che ogni essere umano si accorgesse di questo eccidio, e che capisse che, con il semplice cambiamento delle abitudini di ognuno di noi, tutti questi animali potrebbero essere salvati. 


Perciò, dal profondo del cuore...

vi invito ad informarvi, attraverso articoli su internet, filmati e libri, su cosa succede realmente negli allevamenti e nei macelli, su cosa c'è dietro a quei pezzi di carne esposti sui banchi del supermercato o dietro al latte che bevete ogni mattina a colazione, perchè solo chi è davvero informato può fare una scelta consapevole;

vi invito a visitare uno dei molti santuari dove vengono ospitati animali "da reddito" salvati dalle associazioni animaliste, per un percorso di conoscenza di questi animali, per poter interagire con loro, sperimentare e capire la ricchezza della loro vita emotiva;

e infine ...
vi invito ad ascoltare il vostro cuore e a fare ciò che sentite giusto. <3






per approfondire:


Santuari:
Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia
Ippoasi - Fattoria della pace
Fattoria Capre e Cavoli
Rifugio Miletta

Libri:
Il maiale che cantava alla luna
Se niente importa 
Cibo per la pace
Liberazione animale
Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche
Il dilemma dell'onnivoro
In direzione contraria
L'animale ritrovato

Filmati e documentari:
Earthlings
Vegan, cosa significa realmente
La vita emotiva degli animali da fattoria
Il discorso delle scuse
La psicologia del mangiare carne
Meat the truth

Associazioni antispeciste:
La vera bestia 
Essere animali
Oltre la specie
Agire Ora 
Animal Equality

Articoli interesanti di approfondimento:
Perchè mangiamo carne? L'analisi psicologica di Annamaria Manzoni 
Cosa accade nei mattatoi?
I pesci: la loro vita e la loro morte
Visita al macello
Lettera aperta agli "altri" di Maria Campo


sabato 25 febbraio 2017

Moralità, umani vs altri animali



Conoscete Jeffrey Moussaieff Masson? 
E' l'autore di diversi libri sulla vita emotiva degli animali, tra i suoi libri più conosciuti Quando gli elefanti piangono, Chi c'è nel tuo piatto, I cani non mentono sull'amore, Le bestie siamo noi, Il maiale che cantava alla luna, di cui vi avevo parlato qui.

Nei giorni scorsi, sul mensile Terra Nuova di febbraio ho letto una sua intervista su quanto gli animali ci possano insegnare in tema di moralità e di non violenza e mi sono trovata a riflettere su questo argomento, alla luce delle ultime notizie di cronaca.

Sono pienamente d'accordo sul fatto che gli animali abbiano parecchio da insegnarci sull'amore, sull'amicizia, sulla fedeltà, sulla moralità e sulla non violenza; soprattutto in quest'epoca in cui i valori morali sembrano essere stati soppiantati da una totale intolleranza (ho appena letto la notizia delle due donne nomadi rinchiuse in un gabbiotto dell'immondizia!!!!!) trovo sia indispensabile fermarsi a fare qualche riflessione sul fatto che proprio quella nostra intelligenza, che ci porta presuntuosamente a considerarci superiori alle altre specie, ci abbia condotto ad una tale immoralità da non rispettare più la vita, sia quella dei nostri simili che quella degli altri animali che abitano il pianeta nè tantomeno quella del pianeta stesso!

Condivido le parole di Masson quando dice che le azioni più "bestiali" appartengono a noi. 

Molti sono purtroppo gli esempi da citare, basti pensare alle torture inflitte agli animali negli allevamenti intensivi e nei macelli, come quelle dello scandalo Italcarni, che ha portato alla luce pratiche crudeli in cui poveri animali agonizzanti venivano trascinati sul pavimento agganciati a delle catene, presi a bastonate, pungolati, sollevati con le pale di un muletto, infilzati ... il tutto documentato da immagini riprese dalle telecamere installate dalla Procura durante le indagini.
E questo è solamente un caso portato alla luce, ma le numerose indagini svolte sotto copertura dagli attivisti delle molte associazioni animaliste antispeciste testimoniano come questa sia la prassi all'interno di allevamenti e macelli!
E comunque io penso che il fatto stesso di accettare e considerare normale imprigionare, sfruttare ed uccidere 60 milioni all'anno di esseri viventi (senza considerare i pesci!) per mangiarli, fatti a pezzi e messi in vendita sugli scaffali dei supermercati sotto il nome di "carne", sia un fatto decisamente immorale.  E' il più grande crimine nella storia del genere umano!
Gli animali delle altre specie provano emozioni come noi, hanno un'intensa vita emotiva, vogliono accudire i loro cuccioli, soffrono, hanno paura e vogliono vivere proprio come noi, ma questo noi "umani" preferiamo non considerarlo, preferiamo far finta di non sapere per continuare a giustificarne lo sfruttamento.

Un altro esempio su cui riflettere per considerare la mancanza di morale della nostra specie è quello dell'uccisione del cane Angelo, barbaramente torturato, impiccato ed ucciso a palate l'anno scorso in Calabria, per il quale gli amanti degli animali e le associazioni animaliste si sono mobilitate, dichiarandosi parte civile.
I quattro assassini hanno postato il video di quelle mostruosità su facebook, vantandosi di quanto commesso senza alcuno scrupolo.
Sono stati denunciati per maltrattamento ed uccisone di animale e il 27 aprile prossimo si terrà la prima udienza del processo.
Tra le tante iniziative a sostegno del povero Angelo c'è la bella canzone "Essere umano" scritta e cantata da Valentina Rubini.
Se non l'avete ancora ascoltata ecco il video



Proprio in questi ultimi giorni è stato approvato un emendamento che proroga di altri tre anni la sperimentazione di droghe, alcol e tabacco sugli animali.....allora mi chiedo: questo è morale? 
Migliaia di animali (cani, gatti, topi, conigli) continueranno ad essere sottoposti ad indicibili sofferenze per inutilissimi esperimenti, pratiche che era previsto si interrompessero quest'anno, dopo essere già state prorogate di un anno. 
Animali bloccati, anche in stato di gravidanza, in camere di inalazione, costretti a fumare l'equivalente di 266 sigarette al giorno oppure costretti a farsi iniettare alcol o respirarne i vapori fino a fargli scoppiare il fegato. Tutto questo per ottenere risultati inutili e anzi fuorvianti, visto che le dipendenze hanno risvolti sociologici e psicologici che non sono certo quelli di un topo rinchiuso in una gabbia da laboratorio!



Pensando al nostro agire nei confronti degli animali, trovo significativa una citazione di Milan Kundera:  
"La bontà umana, in tutta la sua purezza e libertà, può venir fuori solo quando è rivolta verso chi non ha nessun potere. La vera prova morale dell’umanità, quella fondamentale, è rappresentata dall'atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l’umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono." 

La nostra moralità verso i nostri simili non sembra essere molto migliore di quella che usiamo nell'agire verso gli animali.
Le guerre ancora presenti in tutto il mondo ci dicono molto sul fatto che le questioni economiche e di potere superano di gran lunga i valori etici, quelli del rispetto della vita e dei diritti delle persone.
Sapete quanti sono ad oggi i conflitti in corso in tutto il mondo?
Ben 67 sono gli Stati nel mondo coinvolti in guerre e 746 le milizie, i guerriglieri e i gruppi terroristi coinvolti. Qui il dettaglio.
Una di queste guerre è la guerra civile in corso da sei anni in Siria , durante la quale i siriani hanno subito crimini di ogni genere, bombardamenti, torture, massacri e, come se non bastasse, anche l'atrocità degli abusi sessuali sui bambini, maschi e femmine indistintamente, rapiti, drogati, torturati, violentati e mutilati solo perchè figli della parte avversa!

Ovvia conseguenza di queste guerre e delle politiche immorali mondiali è l'attuale emergenza del fenomeno migratorio. 
Secondo le Nazioni Unite dall'ottobre 2013 al gennaio 2017 sono stati 13288 i morti e i dispersi nel Mar Mediterraneo!
E l'Europa si è rivelata quanto meno inadeguata nel gestire il fenomeno migratorio. 
Il progetto di affidare il controllo dei confini esterni dell'Unione Europea a Paesi terzi come la Turchia e la Libia dimostra la sua debolezza nel gestire l'emergenza migranti. Le organizzazioni per i diritti umani considerano la Libia un paese pericoloso e spiegano che i centri dove sono detenuti i migranti sono centri di detenzione di massa con condizioni di vita disumane.
L'organizzazione internazionale Medici senza Frontiere afferma che: "La legge e l'ordine sono al collasso il Libia e le persone sono arrestate e detenute senza processo legale, senza alcun modo per opporsi o fare ricorso e senza contatto con il mondo esterno."
Tutto questo viola senza dubbio il fondamentale diritto alla dignità umana!


Nel valutare la nostra moralità possiamo anche pensare agli smisurati danni che procuriamo al nostro Pianeta, come ad esempio quelli procurati alla più grande foresta pluviale tropicale, la foresta amazzonica.
La foresta amazzonica, oltre ad essere meravigliosa, ha un valore enorme per tutto il pianeta, per la produzione di ossigeno e per l'assorbimento di CO2 e noi la stiamo distruggendo senza remore!
Nel 2016 la perdita di foresta è aumentata del 30%, un record negativo dal 2008 ad oggi; in un anno sono stati distrutti in Brasile 8 mila chilometri quadrati di foresta!


Quanto siamo ancora disposti a tollerare? 
Quanta sofferenza vogliamo ancora infliggere ai nostri fratelli, umani e non?
Fino a che punto arriveremo a distruggere il nostro pianeta, la nostra casa, che ospita amorevolmente tutti noi?
Dovremmo davvero riflettere su questo.....

Gli esempi di moralità, amicizia, solidarietà, riconoscenza e lealtà da parte degli animali non umani sono molti ed avremmo davvero tanto da imparare da loro....

Ad esempio dagli elefanti che, come dice Masson nell'intervista a Terra Nuova, hanno un senso del lutto molto più profondo del nostro e che una volta, in Sud Africa, si sono riuniti arrivando da diverse foreste della zona per rendere omaggio ad un attivista che difendeva i loro diritti, formando un corteo silenzioso davanti alla sua casa.

La moralità degli animali possiamo vederla in questo video che mostra un cane impegnato nel disperato tentativo di rianimare il suo amico appena investito e che, dopo aver tentato inutilmente di trascinarlo sul bordo della strada, gli si rannicchia accanto per vegliarlo, con le macchine che continuano a passargli accanto.





Oppure possiamo prendere l'esempio della commovente storia di una cagnolina ferita sulle rotaie del treno e del suo amico cane che, incurante del freddo, l'ha protetta per due giorni abbracciandola e scaldandola, spingendo la sua testa a terra per evitare che fosse colpita dai treni che le passavano sopra. Qui la notizia e il video.

O ancora la cagnolina in questo video che accoglie nella sua cuccia e protegge un pulcino, insieme ai suoi cuccioli, infischiandosene delle differenze!


Altro esempio di moralità negli animali sono la sensibilità e la delicatezza con la quale interagisce questo cane con un bimbo con la sindrome di Down.

 

Fortunatamente gli esempi di solidarietà, sensibilità, compassione e gentilezza non ci arrivano solo dal mondo animale ma anche da  rappresentanti del genere umano; molti sono gli esempi di persone capaci di grandi gesti, generosi ed amorevoli, persone che non ci pensano due volte a rischiare la propria vita per aiutare il prossimo, sia esso umano o animale.

Emozionante ad esempio questo video che mostra un gruppo di persone che creano una vera e propria catena umana per salvare un cane finito in un fiume.



O ancora questo video del salvataggio di piccoli anatroccoli caduti in un tombino.


Esemplare anche il gesto di una donna in Cina che per 1000 dollari ha acquistato 100 cani per salvarli dal macello, oltre a prendersi cura ogni giorno di un'infinità di cani e gatti che salva ed ospita nel suo centro.


Ammirevole anche l'agricoltore giapponese che, nonostante il rischio delle radiazioni causate dal danneggiamento della centrale nucleare durante il terremoto/tsunami, è rimasto a Fukushima per occuparsi degli animali, per i quali le autorità non avevano previsto alcun piano di evacuazione. Cani, gatti, mucche, maiali letteralmente abbandonati a se stessi e lui è rimasto lì, a prendersi cura di loro!



L'etica, nel nome della quale dovremmo vivere, ci viene mostrata da uomini e donne che seguono la propria coscienza e la propria morale più che le leggi scritte dagli umani, spesso ingiuste e prevaricatorie verso i più deboli. 
Uomini come Cedric Herrou, cittadino francese, della Val Roya che ha aiutato persone in difficoltà, migranti, ospitandoli, nutrendoli, curandoli ed aiutandoli ad attraversare il confine dall'Italia alla Francia e per questo è stato accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e poi, fortunatamente, "solo" condannato a pagare una multa di tremila euro con la condizionale.

La stessa convinzione che l'unica cosa giusta da fare sia agire secondo coscienza e garantire a tutti condizioni di vita degne e decorose la avevano anche i tre amici che nel 2013 hanno organizzato un finto corteo nuziale per aiutare un gruppo di profughi, sopravissuti ai naufragi, ad arrivare in Svezia. Tre belle persone che hanno sfidato le controverse leggi europee sull'immigrazione, affrontandone i pesanti rischi penali. Il viaggio da Milano alla Svezia è stato documentato con un bellissimo film, Io sto con la sposa, coinvolgente racconto non solo del viaggio, ma delle storie, delle tragedie, delle speranze e dei sogni di queste persone in fuga, che sperano soltanto in un mondo dove viaggiare non sia più un crimine per alcune persone e nel quale tutti, a prescindere dal luogo di nascita, possano attraversare i mari senza doverci morire o perdere familiari ed amici!
Se non avete visto questo film, vi consiglio di guardarlo, fa sperare che un altro mondo sia possibile, un mondo dove regnino la solidarietà, la giustizia e la moralità.




Dovremmo lasciarci ispirare da queste grandi Anime, umane e non, e vivere seguendo davvero il nostro cuore, mettendo in atto pratiche di generosità, di cooperazione, di altruismo, di solidarietà e di rispetto per ogni essere vivente, ogni giorno, in prima persona.
Perchè non dobbiamo scordare che, se vogliamo un mondo migliore, siamo noi i primi a dover cambiare, attraverso le nostre scelte, quelle di tutti i giorni, come ad esempio quella di non mangiare più carne oppure quella di smettere di acquistare prodotti di multinazionali che sfruttano il Pianeta e finanziano la guerra, o ancora smettere di pensare ottusamente che gli immigrati è meglio che stiano a casa loro, magari ben sapendo che la loro casa non esiste più a causa delle guerre finanziate e fomentate dagli stati capitalisti, e smettere di avere paura delle diversità e invece considerarle un arricchimento. 
La sensibilità e la gentilezza vanno coltivate ogni giorno affinchè sboccino, come fiori, dentro di noi ...... come diceva il grande Maestro della non violenza, Gandhi: "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".




 

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