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domenica 18 febbraio 2018

Limone, mon amour!


Mi hanno regalato un bel po' di meravigliosi limoni non trattati, giganti e dalla buccia bella carnosa...ogni volta che ho per le mani dei limoni così, fare il limoncello è d'obbligo!
E quindi eccomi qui a condividerne la ricetta, datami da un'amica tempo fa e ormai collaudata da anni.
Ma dopo aver utilizzato le bucce dei limoni per fare il limoncello,  cosa fare dei numerosi limoni sbucciati, che non si conservano in frigo più di 5 o 6 giorni?
Solitamente li spremo con l'estrattore e poi congelo il succo nelle vaschette del ghiaccio per vari utilizzi, ma questa volta, oltre a conservarne un po' in questo modo, ho voluto provare a fare anche la marmellata, che a casa nostra è una delle preferite, insieme a quella di arance.
E così eccomi qui a condividere anche quest'altra ricetta. :-)

Ma prima di passare alle ricette, parliamo un po' di questo meraviglioso e versatile frutto che è il limone...

La prima cosa che sicuramente ci viene in mente del frutto del limone (citrus limon) è che è ricco di vitamina C, ma in realtà è un vero e proprio alleato del sistema immunitario.
Grazie appunto alla vitamina C, aumenta le difese immunitarie ed aiuta a combattere raffreddori ed influenze.
Il limone è altamente depurativo e disintossicante e nonostante sia un alimento acido, all'interno del nostro corpo ha una benefica azione alcalinizzante.
Bere al mattino a digiuno il succo di un limone in un bicchiere di acqua tiepida aiuta a regolarizzare l'intestino, rimineralizzarsi e disintossicarsi, depurando il fegato. Siccome però il succo di limone può rovinare lo smalto dei denti è consigliabile berlo con una cannuccia.
Il potere disinfettante del limone è tale che pare basti il succo di un limone in un litro d'acqua non potabile per renderla potabile.
Questa azione disinfettante può essere sfruttata nei casi di infiammazioni alla gola, facendo gargarismi con il suo succo e nei casi di afte, facendo degli sciacqui, sempre con succo puro.
Il limone è un potente antiossidante, contrasta i danni provocati dai radicali liberi, sia internamente che a livello cutaneo, per questo è molto utilizzato anche in cosmetica.
Grazie all'acido citrico il limone previene la formazione di calcoli ed aiuta l'eliminazione degli stessi.
Riduce il colesterolo cattivo, aiuta a fluidificare il sangue e previene l'arteriosclerosi.
I limoni hanno anche un buon contenuto di potassio, per questo la limonata in estate è un'ottimo dissetante, utile per reintegrare i sali persi con la sudorazione.

Il limone è davvero un frutto versatile, utilizzato molto in cucina, ma anche come ingrediente cosmetico e nei detersivi ecologici, oltre ad essere un validissimo rimedio utilizzato nella medicina naturale e nell'aromaterapia.

Cosmetica

L'olio essenziale di limone è antibatterico e antimicrobico e viene utilizzato puro in caso di punture di insetti o inserito nelle creme cosmetiche per curare le affezioni della pelle come brufoli ed impurità. Basta aggiungere poche gocce di olio essenziale di limone alla crema per il viso nel caso di pelli grasse e acneiche e agli olii da massaggio per combattere la cellulite. Ma attenzione, siccome l'olio di limone è fotosensibilizzante, non va utilizzato prima di esporsi al sole.
Aggiungere il succo di mezzo limone a due cucchiai di zucchero di canna integrale ed utilizzarlo come scrub aiuta a purificare le pelli grasse.
Per ammorbidire la pelle dei talloni si può strofinare mezzo limone, dalla parte della polpa, per qualche minuto e poi lasciare asciugare.
Il limone è utilissimo anche nella cura dei capelli, ne previene la caduta e dà benefici in caso di forfora, oltre a renderli lucidi. A questo scopo, in caso di capelli grassi, si può aggiungere qualche goccia di olio essenziale di limone allo shampoo e il succo di un limone nell'acqua dell'ultimo risciacquo.
Un buon rimedio per rinforzare le unghie, schiarire le macchie ed ammorbidire la pelle delle mani si ottiene mescolando un cucchiaio di olio di oliva con un cucchiaio di succo di limone e massaggiandolo poi su mani e unghie.

Aromaterapia e salute naturale

L'olio essenziale di limone vaporizzato nell'ambiente influenza positivamente il sistema nervoso, stimola il buonumore, facilita la concentrazione, purifica e disinfetta l'aria.
Qualche goccia di olio essenziale su un panno bagnato per fare impacchi aiuta ad abbassare la febbre.
Un classico rimedio della nonna per il mal di stomaco, la nausea e la cattiva digestione è bere il caldo "canarino" che si ottiene mediante decotto, mettendo in un pentolino pieno d'acqua la buccia di un limone e lasciando sobbollire per una decina di minuti.
In caso di gambe gonfie e pesanti è utile un massaggio, dalle caviglie verso le cosce, con olio di mandorle o altro olio vegetale al quale si sia aggiunto olio essenziale di limone e di rosmarino.

Pulizie ecologiche

Prima di pulire il forno è utile riempire una teglia con acqua e il succo di tre limoni, quindi infornarla a 180° per una mezz'ora; evaporando disinfetterà e pulirà le pareti del forno che poi potrà essere strofinato con una pastella fai da te a base di acqua e bicarbonato.
Strofinare delle fette di limone sui fornelli aiuta a pulirli e lucidarli.
Per pulire i pavimenti basterà sciogliere 50 grammi di scaglie di sapone naturale in un secchio di acqua bollente ed aggiungere 20 gocce di olio essenziale di limone.
Per ottenere uno spray disinfettante multiuso basterà aggiungere 10 gocce di olio essenziale di limone e 10 gocce di tea tree ad un litro d'acqua da inserire in uno spruzzino.
Per disinfettare il tagliere in cucina, eliminando germi e batteri, basterà strofinarci sopra un limone, lasciarlo agire tutta la notte e al mattino sciacquarlo.
Sarà facile pulire anche i vetri con uno spruzzino nel quale si saranno inseriti acqua e succo di limone.

Alimentazione

In campo alimentare è molto utile come condimento perché, grazie alla vitamina C, aiuta ad assorbire il ferro contenuto in legumi e verdure (un esempio conosciuto da molti sono gli spinaci, ricchi di ferro, conditi con il succo di limone, ricco di vitamina C).
Aggiungere il succo di un limone alla caraffa dell'acqua è rinfrescante, alcalinizzante e depurativo, oltre ad aiutare a fare il pieno di minerali e vitamine.
Grazie alla presenza di antiossidanti, spruzzare di limone frutta e verdura tagliate, come ad esempio macedonie ed insalate, evita che anneriscano.
Essiccando e macinando la buccia del limone, dalla quale si ricava l'olio essenziale, si ottiene un'ottima polvere aromatizzante per dolci e creme.

E ora veniamo al nostro...

Limoncello
Limoncello

Ingredienti:

  • 7 o 8  limoni biologici dalla buccia bella spessa
  • 1 litro di alcool puro per liquori
  • 1,2 litri di acqua
  • 600 grammi di zucchero bianco di canna biologico (sbiancato a vapore, senza anidride solforosa)
Solitamente non uso lo zucchero bianco di canna, ma il limoncello fatto con lo zucchero di canna integrale assume un colore marroncino che non a tutti è gradito ... se non vi importa del colore (il sapore è buonissimo!) potete usare anche quello.
Con queste dosi vi verranno circa due litri e mezzo di limoncello, io ho fatto il doppio degli ingredienti ed ho ottenuto cinque bottiglie da un litro.

Per prima cosa si lavano i limoni, si asciugano e si tolgono le bucce con il pelapatate, in modo da non prelevare la pellicina bianca.


Pelatura limoni

Quindi si inseriscono le bucce in un vaso di vetro possibilmente a chiusura ermetica e si versa dentro anche l'alcool.


Scorze di limone che macerano nell'alcool

Si chiude il vaso e si mette al buio a macerare per una settimana, scuotendo una volta al giorno.
Trascorsi i sette giorni, si fanno bollire i 1200 ml di acqua, si spegne il fornello e ci si versa lo zucchero. Si mescola fino a disciogliere bene lo zucchero e si lascia intiepidire.
Quindi, con l'aiuto di un colino, si versa l'alcool, che nel frattempo avrà estratto l'aroma dalle bucce di limone, nella pentola con lo sciroppo di zucchero, si mescola bene e, con l'aiuto di un imbuto, si versa nelle bottiglie prescelte, ben pulite.


Alcool dopo estrazione 
Scorze dopo estrazione

Infine si chiudono le bottiglie ermeticamente e si conservano in un luogo fresco e buio per circa un mese prima del consumo.

Dopo aver fatto il nostro limoncello ci ritroveremo con una grande quantità di limoni sbucciati che si conserveranno in frigo per non più di 5 o 6 giorni, quindi è una buona idea utilizzarli per fare una meravigliosa ...

Marmellata di limoni

Marmellata di limoni

Ingredienti:
  • 7 o 8 limoni biologici già sbucciati
  • 800 grammi di zucchero di canna (bianco o integrale)
  • 1 mela golden
  • 60 ml di acqua
Prima di tutto togliere dai limoni le pellicine bianche rimaste, tagliarli a pezzi ed eliminare i semi.

Pelatura e taglio limoni

Metterli in una capiente ciotola di vetro con l'acqua e lo zucchero e farli macerare in frigo per 24 ore. Mescolare di tanto in tanto.

Limoni con sciroppo

Trascorso questo tempo aggiungere anche la mela lavata, tagliata a pezzetti, privata dei semi ma mantenendo la buccia, che è ricca di pectina.
Mettere tutto in una pentola e trasferirla sul fuoco, portare a bollore e lasciare cuocere per circa un'ora, mescolando di tanto in tanto.

Marmellata in cottura

Dopodiché dare qualche frullata con il frullatore ad immersione e rimettere sul fuoco bassissimo ancora per una mezz'ora e comunque finché non raggiungerà la giusta consistenza. Mescolare ogni tanto.
Quindi invasare la marmellata ancora calda nei vasetti prescelti, precedentemente sterilizzati con il metodo della bollitura, chiudere ermeticamente, mettere a testa in giù affinché si formi il sottovuoto e lasciare raffreddare lentamente, sotto il tepore di una coperta.
Si ottiene una marmellata dalla consistenza piuttosto solida, tipo una gelatina che, secondo me, è perfetta per le crostate e per la farcitura di altri tipi di torte.


Che dite, c'è di che sbizzarrirsi con i limoni? Io dico proprio di sì! :D 

domenica 19 marzo 2017

Le benefiche proprietà del rosmarino

La primavera è alle porte, si respirano già i profumi delicati delle prime fioriture, i colori diventano più vividi e solari, l'aria è più tiepida, riscaldata dal sole e tutto è in fase di rinascita.
Devo confessarlo, la primavera è la mia stagione preferita, amo godere delle prime giornate di sole, che riscaldano fuori e dentro e che preannunciano nuovi cicli, nuovi inizi, rinascite.

Una delle prime fioriture primaverili è quella del rosmarino, pianta davvero magica per le sue innumerevoli proprietà benefiche.


Questo nella foto è uno dei miei cespugli giganti di rosmarino, che in questo periodo sono assaliti dagli insetti impollinatori che si sono appena risvegliati dall'inverno ed approfittano del dolce nettare dei fiori.

Cespuglio di rosmarino nel mio giardino
Rosmarino in fiore
Bombo su fiori di rosmarino
Il rosmarinus officinalis, questo è il nome botanico, appartiene alla famiglia delle Labiate ed è davvero la regina delle piante aromatiche.
Tipica pianta dei paesi del Mediterraneo, cresce lungo le fasce costiere e il suo nome infatti deriva dai termini latini Ros e Marinus e significa letteralmente rugiada del mare.
E' una pianta perenne, rustica, che ama il sole, il caldo e l'aria e va quindi coltivata all'aperto, anche in vaso.
Si moltiplica in primavera, per seme o per talea.
Il rosmarino è una pianta molto adattabile, preferisce terreni asciutti e richiede pochissime innaffiature, che vanno effettuate facendo attenzione a non lasciare ristagni idrici.

Di questa pianta si utilizzano sia le foglie che i fiori, che vanno raccolti in piena fioritura, da marzo a settembre.

Cime fiorite di rosmarino appena raccolte
Le sommità fiorite vanno essiccate appena raccolte, il più velocemente possibile affinchè mantengano le loro proprietà, preferibilmente in un essiccatore o, in mancanza, appesi a testa in giù in luoghi bui, aerati ed asciutti.

Cime fiorite di rosmarino nell'essiccatore
Essiccazione del rosmarino
Una volta essiccati bisogna staccare i fiori e le foglie dai rami e conservarli in barattoli di vetro chiusi.

Rosmarino essiccato

Il rosmarino viene usato soprattutto per aromatizzare le preparazioni culinarie o come pianta ornamentale per balconi, terrazzi e giardini ma non dobbiamo scordare che i principi attivi racchiusi nel suo olio essenziale la rendono una pianta di straordinaria efficacia terapeutica, utilizzata fin dall'antichità. 

Sotto forma di infuso, decotto, tintura madre, estratto, olio essenziale ed oleolito il rosmarino è utilissimo per numerose patologie e per risolvere molti piccoli problemi di tutti i giorni.  
Ha proprietà stimolanti, antiossidanti, antinfiammatorie, antisettiche, antinevralgiche, antireumatiche ed è un potente antibatterico e funghicida.

Il rosmarino è efficace in caso di astenia dovuta ad affaticamento fisico e mentale in quanto è un ottimo tonico e svolge azione stimolante e fortificante ed è indicato anche nei casi di depressione e tensione nervosa.
Aiuta l'apparato respiratorio nei casi di asma, tosse ed è utile in tutti gli stati influenzali e febbrili.
Utile nei casi di ipotonia muscolare e problemi reumatici, si utilizza anche per lenire i dolori causati dall'infiammazione del nervo sciatico, e nei casi di distorsioni, nevralgie, cefalee ed emicranie.
Il rosmarino stimola l'appetito ed ha anche proprietà digestive, aiuta ad espellere i gas intestinali , stimola la peristalsi e, grazie alla sua azione vermicida, viene utilizzato anche nel trattamento contro i parassiti intestinali.
Migliora la circolazione sanguigna e quindi aiuta nei casi di capillari fragili, stimola la funzionalità del fegato, favorisce la diuresi e fortifica l'intero sistema immunitario.
Il rosmarino aiuta anche a migliorare la memoria e la concentrazione, aiuta a prevenire l'invecchiamento cerebrale ed è consigliato nei casi di Alzheimer e demenza senile.
L'utilizzo del rosmarino sulla pelle ritarda l'invecchiamento cutaneo e riduce le macchie della pelle tipiche della vecchiaia.
E' un antibatterico naturale ed è infatti molto utilizzato nei deodoranti e nei dentifrici in quanto rinfresca l'alito e migliora la salute della bocca, rinforzando le gengive. Viene inserito anche negli shampoo in quanto, stimolando la circolazione periferica, rinforza i capelli ed è ottimo per i capelli grassi.

Ma ora veniamo alla parte pratica, come utilizzarlo?
Ecco qualche suggerimento su come utilizzare questa splendida pianta e beneficiare delle sue proprietà attraverso gli infusi, i decotti, gli oleoliti, l'olio essenziale e la tintura madre.

Infuso
L'infuso di rosmarino si ottiene lasciando in infusione un cucchiaio di foglie di rosmarino in una tazza d'acqua bollente per 15 minuti, quindi si filtra. 
Bevuto dopo i pasti aiuta il processo digestivo ed è utile nei casi di flatulenza e di reflusso esofageo.
Bevuto prima dei pasti stimola l'appetito ed è quindi utile in caso di inappetenza nelle persone anziane o convalescenti. 
L'infuso di rosmarino può  essere utilizzato per fare gargarismi per  disinfettare la bocca e la gola, rinforzare le gengive e rinfrescare l'alito.
Se preparato in quantità maggiore (50 gr di rosmarino in un litro d'acqua bollente) l'infuso può essere aggiunto all'acqua del bagno, utile per stimolare la circolazione sanguigna, per ricaricarsi dopo una lunga giornata e in caso di reumatismi e convalescenza.
Per trattare le pelli impure, si può inoltre utilizzare l'infuso come tonico per la pulizia serale di viso e decolletè.
Usato per risciacquare i capelli, stimola i follicoli piliferi alla ricrescita, aiuta la seboregolazione, previene la caduta dei capelli e li rende lucidi e forti. 


Decotto
Il decotto si ottiene facendo bollire 50 gr di rosmarino in un litro di acqua per 10 minuti e poi filtrando.
Si utilizza per gli impacchi in caso di dolori articolari e muscolari, reumatismi, artrite, distorsioni; si immerge una garza nel decotto caldo e si applica sulla parte interessata.
Il decotto di rosmarino è utile anche in caso di leucorrea, lasciato intiepidire si può utilizzare per fare irrigazioni vaginali.
Utilizzato per sciacquare le piaghe ha azione lenitiva.
Il decotto preparato con tre litri di acqua, 50 gr di rosmarino e 20 gr di sale, può anche essere utilizzato, aggiungendo acqua in quantità necessaria, per fare pediluvi e bagni alle gambe, per alleviare la sensazione di stanchezza.
Il decotto preparato con mezzo litro di acqua ed una manciata di foglie di rosmarino, lasciato raffreddare e conservato in uno spruzzino, è utile come disinfettante per la casa, particolarmente per il bagno. 

Oleolito
L'oleolito di rosmarino si può acquistare in erboristeria, ma si può anche facilmente prepararlo in casa. Basta riempire per tre quarti un capiente barattolo di vetro con foglie e fiori di rosmarino essiccati, ricoprire tutto con olio di girasole o di oliva biologico fino a totale riempimento del barattolo. Quindi chiudere ermeticamente e lasciare macerare in luogo asciutto e buio per circa un mese, agitando il barattolo una volta al giorno. Dopodichè si filtra il contenuto con una garza di cotone, strizzando molto bene le erbe così da recuperare tutte le essenze. L'oleolito ottenuto si conserva quindi in bottigliette di vetro scuro, ben chiuse e al riparo da luce e calore.
Se volete sapere qualcosa in più su come fare oleoliti potete leggere questo mio vecchio post.
L'oleolito di rosmarino migliora la circolazione sanguigna e può quindi essere utilizzato per massaggi in caso di capillari fragili e problemi di circolazione in generale.
Il massaggio con l'oleolito di rosmarino aiuta anche in caso di debilitazione, stanchezza, dolori muscolari, problemi di pelle grassa ed acneica.

Olio essenziale
L'olio essenziale di rosmarino è ottenuto per distillazione in corrente di vapore dei rami e delle sommità fiorite e trova applicazione in diversi ambiti.
Perchè sia realmente efficace e non tossico è importante scegliere solo olio essenziale puro e biologico.
L'olio essenziale di rosmarino, utilizzato per diffusione in una stanza, aiuta a mantenere la concentrazione, allevia la tensione nervosa, toglie la stanchezza ed ha effetto positivo sull'umore. Inoltre purifica l'aria, soprattutto in stanze dove soggiornano i malati, migliora la respirazione ed aiuta in caso di bronchiti e raffreddori.
Applicandone 2 gocce sulle tempie si può alleviare il mal di testa.
Aggiungendone 10 gocce a 50 ml di olio di mandorle o altro olio da massaggio si ottiene un ottimo preparato anticellulite da applicare sulle zone interessate per favorire la microcircolazione e combattere la ritenzione idrica. L'olio da massaggio così ottenuto è anche ottimo per lenire i dolori muscolari, cervicali e della sciatica.
Per le problematiche del cuoio capelluto come forfora, capelli grassi, caduta dei capelli è utile aggiungere 15 gocce di olio essenziale di rosmarino in un flacone da 250 ml di shampoo neutro e utilizzarlo lasciandolo agire per qualche minuto prima del risciacquo.  
Per lavare, disinfettare e profumare i pavimenti si possono aggiungere 15 gocce di olio essenziale di rosmarino in un secchio di acqua calda, magari con l'aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di tea tree e di lavanda per migliorarne l'azione antibatterica.


Tintura madre
La tintura madre di rosmarino è una preparazione idroalcolica ottenuta per macerazione a freddo in solvente idroalcolico.
Si può provare a preparare in casa la tintura madre tagliuzzando molto finemente 20 gr di foglie e mettendole in un barattolo di vetro insieme a 70 ml di alcool puro da liquori (quello a 95°) e 30 ml di acqua. Si lascia quindi macerare al buio per 5 giorni, agitando di tanto in tanto. Poi si filtra con una garza e si ripone la tintura ottenuta in un barattolo in vetro scuro munito di contagocce. 
Si assume diluendo 30 gocce in un bicchiere d'acqua, fino a tre volte al giorno.
Utile in caso di stanchezza, stress, depressione, problemi digestivi, cattivo funzionamento del fegato,  problemi di circolazione, problemi alle vie respiratorie, bronchite.

Come per tutte le piante con proprietà stimolanti, il rosmarino va assunto con precauzione nei casi di pressione alta ed insonnia. 
Non usare in gravidanza perchè favorisce le contrazioni e, ad alte dosi, può anche essere abortivo.
Ad alti dosaggi il rosmarino può provocare disturbi di tipo gastrointestinale.

E per concludere questo post non poteva certo mancare una ricetta culinaria nella quale inserire una buona dose di profumatissimo rosmarino:

La focaccia 


Ingredienti:
  • 200 gr di pasta madre
  • 400 gr di farina tipo 2
  • 250 ml di acqua
  • 8 gr di sale fino
  • 2 cucchiai di olio evo aromatizzato al rosmarino (basta mettere un paio di cime fiorite di rosmarino fresche in una bottiglia di vetro, riempire con olio extravergine di oliva e lasciare aromatizzare per almeno 15 giorni)
per il condimento in superficie:
  • sale grosso qb
  • 4 cucchiai di olio evo aromatizzato al rosmarino
  • 4 cucchiai di acqua
  • aghi di rosmarino fresco 
Olio aromatizzato al rosmarino

Sciogliere in una ciotola la pasta madre (tirata fuori dal frigo un'oretta prima) con l'acqua, quindi aggiungere tre quarti della farina e impastare per 6/7 minuti. Aggiungere il sale e i due cucchiai di olio aromatizzato e continuare ad impastare. Aggiungere infine il resto della farina e impastare per altri 5 minuti fino a formare una palla morbida ed elastica. 
Metterla in una ciotola di vetro, coperta con un canovaccio, dentro il forno spento, ma con la lampadina accesa, per circa 3 ore.
Trascorse le 3 ore riprendere l'impasto, fare due pieghe a tre e rimetterlo nella ciotola con la parte ripiegata verso il fondo della ciotola. Far lievitare in forno per un'altra ora.
A questo punto oliare una teglia e stendere l'impasto delicatamente. Io divido l'impasto in due e faccio due focacce rotonde in teglie di 28 cm di diametro.
Rimettere nel forno con la lampadina accesa a lievitare per un'altra ora.
Trascorso questo tempo, togliere la teglia dal forno, accenderlo ad una temperatura di 220° ed attendere che si riscaldi.
Nel frattempo fare con le dita tante fossette sulla superficie della focaccia, preparare un'emulsione con i 4 cucchiai di acqua ed i 4 cucchiai di olio e distribuirla sulla superficie.
Aggiungere quindi il sale grosso e gli aghi di rosmarino e, non appena il forno sarà in temperatura, infornare e cuocere la focaccia per circa 20 minuti.


martedì 22 dicembre 2015

Luffa ... eco-spugne da coltivare

Quel che si dice un post "pensato e programmato"! :D
....è da quando ho seminato in primavera i semi di luffa che penso di fare questo post ed ho passato praticamente tutta l'estate a fotografare le piante nel mio orto per immortalare le varie fasi di crescita, maturazione ed essiccazione dei frutti....l'ultima foto l'ho fatta a fine novembre! :-)


Conoscete questa pianta, la luffa cilindrica?


E' una pianta rampicante, della famiglia delle cucurbitacee, di aspetto molto simile ad una zucchina, dalla quale si ricavano delle ottime spugne.


La luffa, nota anche come loofath, si può coltivare nei nostri orti e anche in vaso, è molto rigogliosa e in estate si riempie di fiori e frutti.
 
Si semina  tra febbraio e marzo in semenzaio, possibilmente in luna crescente, come le zucchine e poi si trapianta nell'orto o in vaso, sempre in luna crescente, quando la pianta ha raggiunto i dieci centimetri circa di altezza. 
 

Per velocizzare la germogliazione si possono mettere i semi per qualche ora a bagno in acqua prima di interrarli.

E' una pianta che necessita di molto sole e di parecchia acqua di irrigazione ed essendo una pianta rampicante, bisogna fornirgli un sostegno affinchè si possa arrampicare.


I fiori sono gialli, simili a quelli del cetriolo, ma un po' più grossi. 

I frutti sono verdi, di forma allungata e cilindrica, sembrano una via di mezzo tra le zucchine e i cetrioli; pare che da giovani siano anche commestibili, ma un po' amari....io non li ho mai assaggiati!

Ma per utilizzarli come spugne bisogna aspettare che siano essiccati e che la polpa diventi coriacea, formando una specie di rete fibrosa.


Durante l'essiccazione i frutti passeranno da verdi a marroncini ed è meglio lasciarli seccare direttamente sulla pianta ..... io quest'anno li ho raccolti a novembre perchè il tempo è stato davvero bello a lungo e le piante erano ancora molto vigorose, ma solitamente a fine settembre la pianta ha terminato il suo ciclo e i frutti sono secchi e si possono raccogliere.


Durante l'essiccazione il frutto si disidrata completamente e diventa leggerissimo.


Il frutto, una volta essiccato, deve essere sbucciato e svuotato dei semi che sono all'interno e che possono essere utilizzati per le semine dell'anno successivo.


Per sbucciare il frutto conviene procedere dall'alto verso il basso, partendo dal picciolo e, con l'aiuto di un coltello, eliminare la buccia. Vedrete che per prime verranno via le nervature e poi man mano la "corteccia" che, se sarà ben essiccata, si toglierà facilmente.

Per far fuoriuscire i  semi basta tagliare il fondo del frutto e poi batterlo con le mani e i semi usciranno dal fondo. E comunque se ne rimane qualcuno non c'è di che preoccuparsi perchè quando si taglierà il frutto a fette si potranno eliminare i semi residui.


La luffa, così sbucciata e privata dei semi è pronta per essere tagliata a fette ed essere utilizzata. I frutti più piccoli si possono tagliare in senso longitudinale, anzichè a fette.

Ogni fetta di luffa può essere corredata da un cordoncino naturale per poterla appendere alla doccia o sopra il lavello della cucina, visto che è un'ottima spugna anche per le stoviglie.


Se una volta sbucciati, i frutti dovessero risultare di colore un po' troppo scuro e voi li preferite più chiari, si possono schiarire mettendoli per una decina di minuti in acqua tiepida con un cucchiaio di percarbonato di sodio. Mi raccomando, non utilizzate la candeggina che è inquinante e tossica per la fauna acquatica!


Nella foto qui sopra potete vedere la differenza, nella scatola a destra le spugne al naturale e a sinistra quelle sbiancate.
Comunque a me piacciono così, del loro colore naturale.

La luffa da asciutta è estremamente ruvida, ma una volta bagnata diventa morbida ed è un'ottima spugna massaggiante, perfetta per ottenere un delicato effetto peeling ed eliminare le cellule morte dalla nostra pelle.

Questa è certamente un'autoproduzione tra le più complete ed eco-friendly....praticamente dal seme alla spugna!
E che spugna! Esfolia e rigenera la pelle, dura nel tempo perchè si sciacqua e si asciuga rapidamente senza ammuffire e quando è rovinata si getta nell'umido, in quanto completamente biodegradabile. 


Buona per la nostra pelle e buona per l'ambiente! :-)

Se vi interessa provare a coltivarla e non trovate i semi di luffa fatemelo sapere......posso inviarveli io, ne ho parecchi :-) 


Approfitto di questo post per augurarvi un sereno Natale, che possa portare pace e amore nei cuori di tutti noi. 
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