sabato 6 giugno 2015

Crumble di ciliegie

Qualche giorno fa una mia collega mi ha regalato un enorme cestino di buonissime ciliegie appena raccolte dal suo albero. Oltre al fatto che sono buonissime e dolcissime, apprezzo sempre moltissimo i doni provenienti da orti e frutteti, sono per me doni molto preziosi! 
Ho contraccambiato con un paio di barattoli di carciofini sott'olio che ho fatto un mesetto fa in quantità industriale ^_^ (ho passato quattro giorni a pulire carciofi!!!)

Tornando alle ciliegie, ero quindi alla ricerca di ricette particolari per farci qualcosa di diverso dal solito, finchè un'altra mia collega mi ha detto di aver fatto un crumble di ciliegie.

Il crumble è una tipica preparazione anglosassone caratterizzata da un composto sbricioloso a base di farina, burro e zucchero con cui si ricopre della frutta succosa. Ne esistono anche delle versioni salate, nelle quali si omette ovviamente lo zucchero e si utilizza la verdura al posto della frutta.

Il crumble mi è sembrata un'alternativa perfetta per le mie ciliegie e così le ho chiesto la ricetta .....qualche piccola modifica e ... fatto!
In pochissimo tempo ho preparato questo golosissimo dolce, vegan e gluten free!



Se anche voi volete gustare questi deliziosi frutti in maniera diversa e volete provare questo crumble, ecco la semplicissima ricetta:

Ingredienti:

  • 500 gr. di ciliegie
  • il succo di un'arancia (oppure 1/2 bicchiere di succo di mela)
  • 200 gr. di farina di riso
  • 100 gr. di mandorle
  • 100 gr. di zucchero di canna
  • 30 gr. di sciroppo d'agave
  • 100 gr. di olio di mais
Per prima cosa si lavano e si snocciolano le ciliegie, poi si mettono in una ciotola e si irrorano con il succo di un'arancia o mezzo bicchiere di succo di mela e si lasciano ammorbidire per una quindicina di minuti. Io avevo ancora un'arancia e così ho usato quella ma credo sia perfetto anche il succo di mela.


 Poi si tritano le mandorle, fino ad ottenere una farina.

Quindi si prepara un impasto molto friabile con la farina di riso, lo zucchero di canna, le mandorle tritate, lo sciroppo d'agave e l'olio di mais. Si lavora l'impasto con le mani, sbriciolandolo.
L'impasto rimarrà molto granuloso e "bricioloso".



Infine si fodera una tortiera per crostate con carta da forno, si versano dentro le ciliegie, livellando per coprire tutto il fondo della tortiera e si ricopre con l'impasto, sbriciolandolo uniformemente sulle ciliegie.




Quindi si inforna a 180° in forno già caldo per 20 minuti. Gli ultimi 5 minuti si accende il grill superiore del forno affinchè si formi una bella crosticina sulla superficie.

Quando sarà bella dorata, si toglie dal forno e si lascia intiepidire  prima di gustarla. 



Se si utilizza una tortiera grande il crumble andrà poi versato nei piatti a cucchiaiate, altrimenti una valida alternativa è fare delle monoporzioni in piccole cocottine in ceramica, evitando così anche il rivestimento con la carta da forno. Soprattutto se si hanno ospiti la presentazione delle monoporzioni è molto più elegante.......nel mio caso eravamo solo mio marito ed io e l'abbiamo mangiata direttamente a cucchiaiate dalla tortiera ^_^

A noi è piaciuta moltissimo, supergolosa ma allo stesso tempo leggera!

 
Con questo post partecipo al contest "Di cucina in cucina" di giugno-luglio 2015 "Le ciliegie" di Barbara ospitato dal blog Sabrinaincucina



lunedì 1 giugno 2015

Sabato alla festa del baratto

Ieri ho partecipato alla Festa del Baratto che è stata organizzata nella città dove vivo dall'associazione Sanremo Sostenibile.



E' stata una bella giornata che, oltre a permettere lo scambio di oggetti, ha permesso alle persone di conoscersi, incontrarsi, scambiarsi idee, condividere interessi.
A me ha permesso di reincontrare alcune belle persone e di conoscerne altre che, pur vivendo nella stessa piccola città e condividendo gli stessi interessi, non conoscevo! Mi sono anche prenotata per partecipare ad un corso di dolci crudisti ^_^
La festa si è svolta durante il pomeriggio all'interno del bellissimo parco di Villa Ormond, tra i banchi allestiti sotto i gazebo posizionati davanti alla villa, sede dell'Istituto Internazionale del Diritto Umanitario.


Ognuno dei partecipanti alla festa ha portato delle cose da barattare tra cui abbigliamento, libri, oggetti per la casa, giocattoli, bigiotteria. All'ingresso gli oggetti venivano selezionati dagli organizzatori i quali gli assegnavano un valore in "punti scambio". Si potevano quindi scegliere altri oggetti ai quali si era interessati, consegnando i punti ricevuti. Questo tipo di baratto "indiretto" viene detto  baratto asincrono.
Io ho portato qualche libro di cucina, qualche oggetto per la casa, qualche zainetto e un frigo portatile da pic nic e in cambio mi sono portata a casa una sciarpina, un cardigan, due magliette, tre libri e una bellissima collana di perline arancioni. ^_^
Sono stata molto soddisfatta di questi scambi.......mi sono liberata di oggetti che non utilizzavo e che occupavano spazio in casa, senza però gettarli ed evitando così uno spreco di risorse e un accumulo di spazzatura e in cambio ho ottenuto qualche nuovo (per me) capo di abbigliamento e qualche nuova lettura!
Gli oggetti che sono rimasti senza un nuovo proprietario alla fine della giornata di baratto sono stati donati ad assiciazioni benefiche.
Alla fine della giornata c'è stata anche un' interessante conferenza a cura di Fabiola Latella, laureata in economia sociale (percorso all'interno della laurea in economia dedicata ai sistemi di gestione aziendale che si orientano verso politiche di responsabilità sociale) che ha spiegato l'importanza del baratto, il cui scopo è quello di favorire lo scambio, il riutilizzo ed il riciclo di oggetti di uso quotidiano, evitando di incrementare la quantità di rifiuti ed allo stesso tempo evitando lo spreco di risorse necessarie per produrre nuovi oggetti, nell'ottica di un'economia ecosostenibile e di solidarietà sociale.
Ha spiegato che stiamo consumando, a livello mondiale, le risorse di 1,6 Pianeti Terra e a livello Italia addirittura quelle di 4 Pianeti.....peccato che ne abbiamo uno solo!
Perciò cambiare rotta e rivedere consapevolmente il nostro ruolo di consumatori è assolutamente indispensabile e il baratto è una di quelle buone pratiche che vanno in questa direzione.
Al termine della conferenza c'è stato l'apericena vegano a buffet con tante buonissime pietanze (purtroppo ho scordato di fotografare il buffet....era bellissimo!). In cucina c'era Michela, proprietaria dell'unico ristorante vegano della zona che purtroppo aveva chiuso alla fine dell'anno scorso.......ma, con mia grande gioia, ho scoperto che a luglio aprirà un nuovo ristorante vegetariano/vegano, ....Zoé....evviva!!!^_^
Ecco qualche foto di questa bella giornata.....









La conferenza

Il mio "bottino" del baratto ^_^

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